Domenica, 18 Ottobre 2026 Abruzzo

Sul caro carburanti intervento dei Giovani Democratici

"Il Governo ascolti il paese reale, tassare gli extra profitti"

“In Abruzzo e in Italia bisogna guardare e ascoltare il Paese reale. La proposta è chiara, occorre  tassare gli extraprofitti eccezionali delle società energetiche e utilizzare le risorse per sostenere direttamente i comparti più esposti, attraverso rimborsi sulle accise e altri strumenti mirati per autotrasporto, agricoltura, pesca e settori ad alta intensità energetica, insieme a misure di tutela del potere d’acquisto delle famiglie”.

Lo dichiara Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo e componente della Segreteria nazionale Gd, dopo la manifestazione di ieri con 100.000 persone scese in piazza a Roma per la manifestazione nazionale de La Via Maestra-CGIL su lavoro, salari, carovita e diritti.

LA NOTA

Prima della manifestazione di ieri decine di migliaia di studenti hanno manifestato e abbiamo visto crescere la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburanti.

Sono mondi diversi, ma ci consegnano un messaggio che la politica non può ignorare: una parte sempre più ampia del Paese paga l’aumento dei prezzi, la perdita di potere d’acquisto e le difficoltà dell’economia reale. La politica deve essere lì e costruire risposte concrete: noi ci siamo, il Governo invece?”.

L’aumento dei carburanti non riguarda soltanto chi fa rifornimento, ma rischia di ripercuotersi sull’intero sistema produttivo, alimentando l’inflazione e aggravando le difficoltà di famiglie e imprese. Aumentano i costi per chi si sposta ogni giorno per lavorare o studiare, per l’autotrasporto, per l’agricoltura e per la pesca.

Una parte di questi rincari finisce inevitabilmente sui prezzi finali, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. Non siamo quindi di fronte a una semplice questione di prezzi alla pompa, ma a un problema che riguarda il costo della vita, il lavoro e la tenuta dell’economia reale.

Le proteste di agricoltori e autotrasportatori dimostrano quanto il carburante sia diventato un fattore decisivo per la sostenibilità delle attività produttive.

In questo contesto, il price cap introdotto da ENI e da altre società energetiche può produrre un beneficio immediato, ma non rappresenta una soluzione strutturale.

Un prezzo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il diesel resta oneroso per famiglie e imprese.

Il punto è un altro: perché affidarsi a uno sconto commerciale temporaneo quando si potrebbe intervenire con una politica fiscale strutturale? Come evidenziato anche da Carlo Cottarelli, occorre interrogarsi sulle risorse che potrebbero derivare da un prelievo straordinario sugli extraprofitti del settore energetico.

La proposta deve essere chiara: tassare gli extraprofitti eccezionali delle società energetiche e utilizzare le risorse per sostenere direttamente i comparti più esposti, attraverso rimborsi sulle accise e altri strumenti mirati per autotrasporto, agricoltura, pesca e settori ad alta intensità energetica, insieme a misure di tutela del potere d’acquisto delle famiglie.

ENI è inoltre una società partecipata pubblica: per questo è necessario interrogarsi sul ruolo dello Stato e sulla capacità di orientare le politiche industriali ed energetiche verso l’interesse generale. Gli sconti temporanei possono attenuare il problema, ma non possono sostituire una politica pubblica efficace, equa e duratura.