Domenica, 18 Ottobre 2026 Abruzzo

Salasso per le casse della Regione Lazio

82 milioni di euro dirisarcimento alle cliniche abruzzesi di Angelucci

La Regione Lazio dovrà versare 82 milioni di euro sul gruppo San Raffaele, dell’imprenditore della sanità e deputato leghista Antonio Angelucci, abruzzese di Sante Marie, in provincia dell’Aquila.

Lo ha stabilito in Consiglio di Stato, all’esito della causa  sui presunti ritardi della Regione nelle autorizzazioni e negli accreditamenti di alcune strutture sanitarie private del gruppo Angelucci. Nel febbraio 2025 la Regione propose un risarcimento da 3 milioni di euro e adesso il Consiglio di Stato, sommando rivalutazione e interessi, ha quantificato il danno in oltre 77 milioni di euro. Con gli ulteriori interessi, la cifra complessiva supera gli 82 milioni.

L’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini, ha chiarito che la copertura finanziaria è reperita dal “fondo rischi della Gestione Sanitaria Accentrata (GSA), senza comportare definanziamenti ai servizi sanitari o ai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)”.

Ma è ovviamente polemica: le opposizioni di centrosinistra vogliono capire come si sia passati dai 3 milioni di euro proposti a oltre 80 milioni. Una cifra “monstre” per le casse regionali. Il capogruppo del Pd, Mario Ciarla, ha evidenziato, per esempio, “la portata economica eccezionale della somma, sottolineando che si tratta di una scelta con un fortissimo impatto politico e finanziario”. E l’ex assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione, ha ricordato che nel 2019 il Tar del Lazio aveva respinto la richiesta di risarcimento avanzata dal San Raffaele, all’epoca pari a 21 milioni di euro, giudicando che i ritardi fossero imputabili non alla Regione, ma alle inadeguatezze delle strutture del gruppo Angelucci.

In una nota i capigruppo di opposizione Ciarla, D’Amato, Marietta Tidei (Italia Viva), Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista), Adriano Zuccalà (5 Stelle) e Alessandra Zeppieri (Polo Progressista) chiedono: “Quali sono stati i passaggi per arrivare a 82 milioni di euro di risarcimento? Come si è passati dai 3 milioni di euro proposti dalla Regione a una cifra del genere? È stata presa in esame una strada alternativa a livello giurisdizionale quando le possibilità di successo erano maggiori? Sulla stessa somma da risarcire, cosa gravissima, il coordinatore dell’avvocatura regionale ha dichiarato di non essere sicuro della correttezza del conteggio, stimandolo in 77 milioni e sconsigliando all’ente regionale di procedere con il pagamento, dopo aver sollevato, a tutela dell’amministrazione, profonde perplessità sulla data da cui far partire il calcolo degli interessi”.