"Marsilio chieda scusa ai malati che non hanno avuto le cure e le premure necessarie".
Queste le parole con cui il capogruppo del Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci e il consigliere regionale Antonio Di Marco attaccano il presidente Marco Marsilio sulla vicenda dei farmaci negati alla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti.
Quanto scoperto dalla Procura, sottolineano i dem, conferma le quanto "segnalato un anno fa ma anche nel 2024 al presidente Marsilio" sulle "varie difficoltà". "Ci venne detto che noi stavamo utilizzando la vicenda e le ansie dei malati per fare politica e fummo definiti sciacalli - sottolineano -. Marsilio disse che il soggetto terzo, quindi la Procura avrebbe tappato la bocca alle opposizioni. Ecco ora chieda scusa ai malati che non hanno avuto le cure e le premure necessarie".
"Da un presidente regione ci si aspetta su segnalazioni di quel tipo un intervento diretto per capire cosa non sta funzionando nelle proprie Asl - continuano -. Ora invece c'è questo approfondimento da parte della Procura rispetto a cosa è accaduto in merito alla fornitura di farmaci necessari anche salvavita visto che ci fu il caso di malati oncologici che non hanno avuto possibilità di fare chemioterapia. La Procura sta approfondendo e al momento appaiono dati e informazioni interessanti che noi con la commissione di vigilanza abbiamo condiviso con i colleghi del Patto per l'Abruzzo. Oggi riteniamo che gli atti debbano arrivare in procura a Chieti per in qualche modo verificare tutto ciò che è accaduto anche durante il 2025 e vedere in capo a chi da affidare le responsabilità rinvenute e soprattutto capire qual è stato l'errore nella catena dei comandi". "Continueremo a seguire la vicenda e verseremo tutti i nostri atti e le nostre segnalazioni alla procura della Repubblica di Chieti al cui lavoro guardiamo con fiducia e rispetto - concludono i due consiglieri - e chiediamo ovviamente anche a Marsilio di trarne le conseguenze perché la nostra non era una denuncia di contrapposizione politica ma era una richiesta al presidente degli abruzzesi affinché verificasse e accertasse se quelle segnalazioni che avevamo ricevuto nell'arco addirittura di due anni di attività, corrispondessero oppure no al vero".