Venerdì, 16 Ottobre 2026 Abruzzo

Un caso politico all'interno dell'Università L'Aquila

Marinangeli, "Solo falsità, voglio le scuse dagli studenti"

“Sono state dette e scritte solo vergognose falsità. Ora voglio scuse formali, anche dagli studenti, da parte di quelli che hanno travisato la mia lezione”.

Alza i toni arrivando a creare un caso politico e così, dopo il silenzio durato un giorno intero nel corso del quale non ha risposto ai giornali, il professor Franco Marinangeli, primario e docente di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università dell’Aquila, si fa coraggio difendendosi dopo essere finito nella bufera, accusato di aver tenuto una lezione ‘pro-Israele’ agli studenti del sesto anno di Medicina all’università dell’Aquila (Qui il link)

“Durante il corso non ho fatto altro che presentare una lezione sulle maxi-emergenze, citando proprio il caso di Israele che, come riconosciuto da tutta la comunità scientifica, ha un modello organizzativo tra i migliori al mondo. Non ho mai citato nulla di politico – aggiunge – Le foto che ho proiettato in cui c’è Netanyahu, che all’epoca non era neanche il premier, immortalavano la firma dell’accordo firmato dalla regione Abruzzo e lo Stato di Israele per approntare un corso”, spiega all’Ansa.

E, a proposito di emergenza, lo stesso Marinangeli, responsabile della basi di elisoccorso 118 dell’Aquila, è intervenuto anche nei giorni scorsi parlando di “allarme ingiustificato” rispetto al caso del nuovo affidamento del servizio di elisoccorso del 118, all’aeroporto di Preturo all’Aquila e in quello di Pescara, per i quali si è passati dagli elicotteri AW139 agli AW109, che secondo diversi esperti non sarebbe adeguato in situazioni complesse. Circostanza che ha portato il gruppo del Pd in Consiglio regionale abruzzese a presentare un esposto alle Procure della Repubblica dell’Aquila e di Pescara per chiedere se ci siano irregolarità nel bando lanciato dalla centrale unica di Committenza Areacom.

Intanto la lezione ha causato anche un evidente imbarazzo istituzionale visto che la stessa università, in via preventiva, ha inviato una nota non firmata limitandosi a definire le ricostruzioni come “una rappresentazione parziale e fuorviante della realtà dei fatti” (Qui il link), un tema così scivoloso che dal mondo accademico non si è ufficialmente esposto nessuno, neanche lo stesso rettore Fabio Graziosi.