Giovedì, 15 Ottobre 2026 Abruzzo

CAOS DILANIA FDI, BORDATE VERRECCHIA A BIONDI

“È LUI CHE PARLA CON I PRIVATI, CHIEDA SCUSA”

 “Biondi parla di interessi privati, ma non può attribuire ad altri rapporti che, semmai, riguardano se stesso e la sua storia personale. Insinuare possibili accordi più o meno legittimi tra privati e pubblici amministratori è gravissimo, infamante e diffamatorio, e testimonia una perdita di lucidità politica. Il sindaco chieda scusa ai suoi colleghi”. E ancora: “Quando è lo stesso Biondi a organizzare cene con imprenditori e rappresentanti del mondo economico, cosa dovremmo pensare?”.

È una vera e propria bufera politica e amministrativa quella che si è scatenata in seno a Fratelli d’Italia e nel contesto regionale dopo l’intervista rilasciata ieri a questa testata dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, presidente dell’assemblea dell’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani (QUI IL LINK). L’intervista ha fatto saltare il banco con l’accusa, neppure troppo velata, di vicinanza ai privati rivolta al capogruppo del suo stesso partito in Consiglio regionale, l’avezzanese Massimo Verrecchia, e ai suoi sostenitori, nell’ambito della vicenda sui rifiuti che da mesi agita le acque del centrodestra e della politica regionale.

A far superare i limiti di guardia, in un clima già teso per le elezioni comunali dell’Aquila, in primavera, e per quelle nazionali, in autunno, è ora la durissima replica di Verrecchia, fautore, insieme a decine di sindaci abruzzesi, degli ambiti subprovinciali nella riforma dei rifiuti. Il capogruppo rimanda al mittente l’accusa di vicinanza ai privati, ma allarga il campo dello scontro, citando, ad esempio, il disinteresse di Biondi, che pure è presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni, e da poco anche vicepresidente nazionale, per la battaglia volta a salvare dalla chiusura i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto.

Uno scontro che di fatto lacera FdI e segna, in particolare, il momento più cruento della guerra in atto da anni tra i due blocchi del partito più forte d’Italia e d’Abruzzo: da una parte Verrecchia, l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, (in un recente passato nemico interno di Verrecchia) e il senatore Guido Liris; dall’altra Biondi e più di un consigliere regionale meloniano, a cominciare dagli ex salviniani Gianluca De Renzis e Nicola Campitelli, ex assessore all’Ambiente, che oggi, da consigliere, ha mantenuto la delega speciale ai rifiuti. Tutti questi ultimi sono a favore dei quattro subambiti unici, uno per provincia, ritenendoli l’unica ipotesi prevista dalla legge nazionale e, a cascata, da quella regionale del 2013.

In questo caso, a sostenere tale posizione è anche il presidente della Regione Marco Marsilio, anch’egli di FdI, che, visto il muro eretto dal suo amico ed ex stretto collaboratore Verrecchia, ha dovuto mediare tra i due fronti in armi, imponendo l’approvazione di un emendamento di “compromesso”. Il testo fissa al 31 dicembre 2027 il termine entro il quale l’Agir dovrà approvare il Piano d’Ambito e contempla l’eventuale individuazione di ambiti subprovinciali, qualora ne ricorrano le condizioni. Il tutto è stato preceduto dal diktat del governatore di non presentare il documento firmato da Verrecchia e da altri nove colleghi, tra cui i capigruppo della maggioranza di centrodestra, documento che infatti è rimasto nel cassetto.

LA CENA IN VILLA E L’INTERESSE DEL PRIVATO

A mandare su tutte le furie Verrecchia è soprattutto un passaggio dell’intervista di Biondi, nel quale il sindaco afferma che l’iniziativa politica di Verrecchia e del suo gruppo è “un’operazione di altra natura che non ha motivazioni rispetto all’organizzazione del servizio” e che “si è notato nel sostegno a questa iniziativa un attivismo particolare da parte di un privato, lo stesso privato che ha riacquistato quasi tutte le quote di Aciam a seguito di una crisi aziendale”.

Il riferimento è chiaramente all’imprenditore avezzanese Umberto Di Carlo, amministratore unico di Tekneko, colosso del settore dei rifiuti, che ha conquistato la maggioranza delle azioni di Aciam e ha anche organizzato un incontro a margine di una festa di fine estate nella propria villa. Erano presenti, come rivelato da Abruzzoweb, numerosi sindaci della Marsica, a cominciare da quello di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e poi Verrecchia, l’assessore Quaglieri, il senatore Liris, e, per il Pd, il senatore Michele Fina. Biondi, che pure è il presidente dell’assemblea dell’Agir, non era stato invitato. L’Aciam a maggioranza privata non è interessata da eventuali fusioni, ma Di Carlo ha preso pubblica posizione a favore dei degli ambiti subprovinciali.

Verrecchia respinge dunque al mittente le insinuazioni, partendo proprio dalla famigerata cena: “Più di 30 sindaci, di destra e di sinistra, che cenano insieme sono motivo di orgoglio per il territorio. Difenderne le prerogative significa ascoltare i sindaci, che di certo non saranno mai condizionati dagli interessi dei privati”.

“NESSUN AIUTO DAL PRIVATO: BIONDI PUÒ DIRE ALTRETTANTO?”

E ancora: “Nessuno degli invitati alla cena ha rapporti di interesse con l’imprenditore, da sempre legatissimo proprio a Biondi. Io, ad esempio, dall’imprenditore in questione non ho mai ricevuto alcun aiuto o contributo, neanche un centesimo. Biondi può dire altrettanto? Quando è lo stesso Biondi a organizzare cene con imprenditori e rappresentanti del mondo economico, cosa dovremmo pensare? Ritengo che difendere i territori e ascoltare i sindaci significhi svolgere il proprio ruolo istituzionale, non rispondere agli interessi di qualcuno”.

Secondo Verrecchia, “insinuare che consiglieri regionali e amministratori locali agiscano nell’interesse di un privato significa mancare di rispetto alle persone coinvolte e alla maggioranza dei sindaci della provincia dell’Aquila. Quegli amministratori hanno espresso in modo legittimo e trasparente, anche nelle assemblee di Avezzano e Sulmona, le proprie preoccupazioni sulla riorganizzazione del ciclo dei rifiuti. Ricondurre le loro posizioni all’influenza di un imprenditore è un’offesa alla loro autonomia, alla loro dignità istituzionale e alla loro intelligenza. Se il mancato invito lo ha infastidito, non può trasformare la vicenda in un’accusa politica né interpretare l’esclusione come una sorta di lesa maestà”.

“MARSILIO INFORMATO DEL MIO EMENDAMENTO”

Verrecchia smentisce poi Biondi laddove afferma che l’emendamento promosso dal capogruppo, volto a reintrodurre gli ambiti subprovinciali in alternativa ai subambiti unici provinciali, “è stato sottoposto solo successivamente ai sindaci, tanto è vero che né il presidente della Regione Marsilio, che ricordo detiene la delega alla gestione dei rifiuti, né il consigliere delegato ai rifiuti Campitelli, ne erano a conoscenza”.

“Il presidente della Regione Marsilio, prima della seduta del Consiglio regionale e a seguito di un confronto partecipato, è stato informato di come è nato l’emendamento e del percorso che ha portato alla soluzione approvata dall’Aula”, replica Verrecchia. “Insieme ai colleghi Mario Quaglieri e Marianna Scoccia, sono stato tra i promotori di un’iniziativa nata dall’esigenza di dare risposte concrete ai territori. Successivamente si sono uniti altri consiglieri e assessori regionali. Il risultato è il frutto di una sintesi, per la quale ho ringraziato pubblicamente il presidente Marsilio, riconoscendo che l’attuazione della norma dovrà tenere conto delle esigenze territoriali”.

“Dispiace”, invece, constatare come “da più di sette anni Biondi non sia mai intervenuto pubblicamente a difesa di Marsilio quando è stato attaccato strumentalmente dalle opposizioni su argomenti e materie di suo interesse e ora, all’indomani di una mediazione del presidente Marsilio, ne disconosca il contenuto. Non vorrei che fosse, come molti sostengono, un atteggiamento mirato proprio contro il presidente, per aver ascoltato i sindaci”.

“BIONDI PENSI AI DEBITI DELL’ASM”

Verrecchia richiama poi l’attenzione sulle criticità della gestione dei rifiuti nel capoluogo regionale, affidata all’Asm.

“Se Biondi ritiene che vi siano problemi da affrontare nell’Asm, come emerso dalla stampa, dove sono stati evidenziati 8 milioni di debiti verso i fornitori, dovrebbe guardare innanzitutto alle criticità della stessa azienda municipalizzata. I cittadini dell’Aquila sostengono una Tari tra le più alte d’Abruzzo, mentre la raccolta differenziata presenta ancora risultati che meritano un’attenta valutazione. Sono questioni concrete, che richiedono risposte concrete. Sono a disposizione dell’amministrazione dell’Asm per capire e risolvere le gravi criticità che la riguardano: non servono a nulla accuse nei confronti di territori che ottengono risultati migliori”.

Per poi ricordare: “Sono stato, in un recente passato, il primo firmatario dell’iniziativa che ha consentito di destinare un milione di euro all’Asm per affrontare le conseguenze dell’incendio del 2023. Pertanto, se Biondi ritiene che vi siano criticità da superare, siamo disponibili a collaborare per il bene dell’azienda, dei lavoratori e dei cittadini aquilani”.

“BIONDI ASSENTE SULLA DIFESA DEI TRIBUNALI”

Lo scontro si allarga anche ad altre questioni, come la salvaguardia dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, che, senza l’approvazione di un decreto di salvataggio entro la fine dell’anno, rischiano la chiusura.

“Biondi ha avuto un atteggiamento non sempre coerente nel sostegno alle istanze dei Comuni. Il rispetto istituzionale non può essere a geometria variabile. Quando sono altri Comuni a chiedere attenzione e solidarietà, il silenzio di Biondi è stato spesso evidente, come nel caso dei tribunali subprovinciali. Non ricordo un’analoga determinazione da parte sua, né come sindaco dell’Aquila nei confronti dei colleghi amministratori, né come rappresentante dell’Anci. Forse non vuole indispettire qualcuno? Forse vuole la chiusura di Avezzano e Sulmona? Non si può invocare l’unità territoriale soltanto quando è funzionale alla propria visione politica e dimenticarsene quando sono altri Comuni a chiedere sostegno”.

“IL SUBAMBITO UNICO PROVINCIALE NON È L’UNICA SOLUZIONE”

Al centro della polemica rimane l’interpretazione della norma approvata dalla maggioranza regionale, che prevede la possibilità di individuare subambiti territoriali al ricorrere delle condizioni stabilite.

“Biondi continua a dichiarare di voler procedere esclusivamente con l’ambito provinciale, ignorando una parte essenziale dell’emendamento. Non siamo più soltanto di fronte a una diversa interpretazione politica: è un’ostinazione che rischia di vanificare il lavoro di sintesi del Consiglio regionale e di mortificare le istanze di numerosi sindaci”.

La maggioranza  assicura Verrecchia, “ha scelto una soluzione equilibrata, capace di coniugare una gestione efficiente con la valorizzazione delle specificità territoriali. Il riferimento ai subambiti è parte integrante della norma approvata e nasce proprio dall’esigenza di un ascolto attivo dei territori. Non si può invocare il confronto istituzionale e poi rifiutare il risultato della sintesi raggiunta. La collaborazione richiede, però, rispetto reciproco e capacità di riconoscere i problemi. Non può trasformarsi in una resa dei conti politica né nel tentativo di imporre un modello senza ascoltare le altre realtà della provincia”.

“QUAGLIERI AL NOSTRO FIANCO E IN PRIMA LINEA”

In questa partita è emersa anche un’alleanza in nome della Marsica tra Verrecchia e Quaglieri, che in altre occasioni se le erano date di santa ragione, essendo rivali nello stesso collegio elettorale. A pesare c’è anche il sostegno esterno di Quaglieri, nella passata legislatura, alla maggioranza del sindaco civico di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, mentre FdI si trovava all’opposizione.

“È falso sostenere che Quaglieri non abbia avuto un ruolo attivo nella costruzione dell’emendamento. Ha partecipato al percorso e contribuito a rappresentare le istanze dei sindaci del nostro territorio. Non attribuirgli un ruolo significa tentare di screditarlo agli occhi degli amministratori e indebolirne il ruolo politico e istituzionale. Le dinamiche interne a un partito e le future scadenze politiche non possono diventare il pretesto per attaccare i colleghi o delegittimare il lavoro svolto a sostegno dei territori”.

“LA POLITICA DEVE UNIRE, NON DIVIDERE”

In conclusione, dopo la gragnuola di bordate, Verrecchia invoca il dialogo e lancia un messaggio di pace.

“Mi auguro che Biondi ritrovi la serenità necessaria per affrontare il tema nel merito, senza delegittimare i colleghi e senza mancare di rispetto ai sindaci, con i quali oggi sembra aver perso quel rapporto che ha sempre dichiarato di avere. Continueremo a lavorare per una gestione dei rifiuti efficiente, sostenibile e rispettosa delle peculiarità territoriali. Siamo disponibili al confronto e alla collaborazione istituzionale, ma non accetteremo che il dialogo venga sostituito da insinuazioni, attacchi personali e ricostruzioni infondate. I cittadini hanno bisogno di soluzioni, non di polemiche. Spetta alla responsabilità di tutti gli amministratori riportare il confronto sui problemi reali e costruire insieme le risposte più utili per l’intero Abruzzo”.

Abruzzoweb