Giovedì, 15 Ottobre 2026 Abruzzo“Professore aquilano fa lezione esaltando Israele”Denuncia di Sinistra Italiana: "Verificare il lavoro di Marinangeli"Un’ istanza tesa a richiamare il medico e docente della università dell’Aquila Franco Marinangeli “ai principi di equilibrio, responsabilità e rispetto che devono guidare chi svolge attività di insegnamento e formazione” ed a valutare quanto sarebbe accaduto ieri, durante una sua lezione di emergenza anestesiologica quando “sarebbero state proiettate slide caratterizzate da un’esplicita esaltazione dello Stato di Israele e del suo attuale governo, accompagnate da bandiere israeliane e immagini del primo ministro, Benjamin Netanyahu”, è stata inviata da Sinistra Italiana dell’Aquila al rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, alla direttrice del dipartimento competente e all’Ordine dei Medici. In una nota, Sinistra Italiana sottolinea che “il professore – primario del reparto di anestesia dell’ospedale dell’Aquila ndr – avrebbe descritto il governo israeliano come un modello capace di salvare vite umane e come esempio di civiltà per il resto del mondo, formulando affermazioni che riteniamo non soltanto discutibili, ma profondamente offensive nei confronti del popolo palestinese, oggetto di genocidio da parte proprio delle politiche del presidente israeliano, oltre che della sensibilità di quanti assistono con sgomento alla tragedia umanitaria in corso a Gaza”. Ed ancora: “Non avremmo mai pensato di dover commentare quanto accaduto ieri nell’Ateneo aquilano durante una lezione di emergenza anestesiologica tenuta dal professor Franco Marinangeli. “Colpisce – continua Sinistra Italiana – che a detta dei presenti non sia stato dedicato alcuno spazio alle enormi sofferenze provocate dal genocidio in atto, né al fatto che Netanyahu è destinatario di un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale. Nessuna riflessione in merito alle 100.000 vittime civili di cui 25.000 bambini, sulla distruzione di intere città, sullo sfollamento di 2 milioni di persone e sulle gravissime accuse rivolte alle autorità israeliane da numerose organizzazioni e istituzioni internazionali”. Anche UGS L’Aquila esprime “la più totale indignazione per quanto avvenuto durante una lezione del corso di Medicina – Anestesia e Rianimazione presso l’Università dell’Aquila. Invece di svolgere il proprio ruolo formativo e insegnare ai futuri medici teorie e tecniche necessarie ai pazienti, il professor Franco Marinangeli ha deciso di trasformare la cattedra, pagata con fondi pubblici, in un comizio politico”. “Durante la lezione, il docente ha proiettato diapositive con la bandiera israeliana, ha definito Israele ‘un bel posto’ in base a un suo viaggio di lavoro e ha descritto ‘le mura con le persone che entravano ed uscivano’. Si è spinto persino a proiettare slide che mostravano foto di Netanyahu in visita a L’Aquila e articoli intitolati ‘L’Italia prende esempio da Israele. Il segreto di salvare le vite’. Inoltre, ha presentato una slide dal titolo ‘le origini del problema: i territori occupati’, con un evidente sottotesto volto a descriverli come occupati dai palestinesi”. “Troviamo a dir poco grottesco che in una lezione di “E’mergenza e Anestesiologia’ del 2026 si elogi come modello di salvataggio di vite un governo attualmente al centro delle cronache internazionali per aver raso al suolo il sistema sanitario di Gaza. L’amara ironia di chiedersi se, all’esame, l’argomento verterà su ‘come si bombarda un ospedale’, descrive perfettamente l’assurdità della situazione”. “Ma la gravità di questa vicenda risulta ancora più evidente se guardiamo al clima di censura e al ‘due pesi e due misure’ che vige oggi. Mentre a L’Aquila un professore universitario si sente libero di usare l’orario di lezione istituzionale per fare propaganda politica filo-israeliana, pochi mesi fa un docente del liceo Vivona di Roma è finito al centro di un’ispezione ministeriale. Il suo unico ‘crimine’? Aver scritto una lettera ai propri ex studenti, freschi di maturità, invitandoli a sviluppare un pensiero critico, a restare umani e a non dimenticare lo sterminio in corso a Gaza. Da una parte c’è la tolleranza più totale per chi fa apologia e giustifica apertamente chi colpisce le strutture sanitarie; dall’altra, si brandisce lo spettro dei procedimenti disciplinari per intimidire chi educa all’empatia e al ricordo delle vittime civili. “Le aule della nostra università pubblica non devono e non possono diventare uno strumento per la propaganda ideologica. Vogliamo un’università schierata per la pace e per il pensiero critico, non una succursale per giustificare l’oppressione”, conclude l’Ugs. |
