Martedì, 13 Ottobre 2026 AbruzzoA Pescara i commercianti rimuovono gli adesivi"E' propaganda di Futuro Nazionale"“La vicenda degli adesivi ‘Negozio Italiano’ si trasforma in un clamoroso boomerang politico per la consigliera comunale Valeria Toppetti. Dopo le polemiche sul carattere discriminatorio dell’iniziativa di Futuro Nazionale, arrivano le testimonianze dei commercianti che, dichiarando di essere stati coinvolti senza conoscere la matrice politica della campagna, prendono le distanze e rimuovono gli adesivi dalle proprie vetrine”. Così, in una nota, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Pescara, Paolo Sola: “Siamo alla farsa. Dopo aver tentato di dividere i commercianti tra italiani e stranieri con un’iniziativa dal tenore profondamente discriminatorio, scopriamo che persino gli esercenti esibiti come testimonial della campagna non sapevano di essere stati coinvolti nella propaganda di Futuro Nazionale”. “Una figuraccia clamorosa, ma soprattutto una vicenda imbarazzante consumata sulla pelle di commercianti che pensavano di ricevere un riconoscimento per il proprio lavoro e si sono invece ritrovati, loro malgrado, arruolati in una maldestra operazione politica. Ed è proprio questo l’aspetto più grave – prosegue Sola – aver coinvolto attività commerciali senza chiarire, secondo quanto raccontano gli stessi esercenti, la natura politica dell’iniziativa, esponendole a polemiche e danni d’immagine”. “Toppetti oggi parla di violenza ideologica e accusa chi ha criticato la campagna, ma dovrebbe farsi due domande se sono proprio i commercianti che avrebbe voluto valorizzare a prendere le distanze dalla sua iniziativa. Il paradosso è che, nel tentativo di fare propaganda sulla presunta difesa del commercio italiano, si è finito per mettere in difficoltà proprio quei commercianti che si diceva di voler sostenere. Pescara ha bisogno di politiche serie per il commercio, non di operazioni identitarie costruite sulle vetrine degli esercenti. E soprattutto i commercianti meritano rispetto, non di essere trasformati a loro insaputa in strumenti di propaganda. Futuro Nazionale voleva mettere il marchio sulle vetrine dei negozi. Alla fine, l’unico marchio che resta è quello di una clamorosa figuraccia politica. E ad aggiungere la ciliegina sulla torta, sono arrivate le parole sprezzanti riservate alla, invece, bellissima controiniziativa ‘Negozio Umano’, nata spontaneamente da una tabaccheria pescarese per rivendicare un commercio aperto e inclusivo. Anziché imparare la lezione da chi ha risposto alla discriminazione con un assaggio di civiltà, ha preferito insultarne l’iniziativa”. “D’altronde – conclude Paolo Sola – per capire la differenza tra un negozio italiano e un negozio umano, bisognerebbe prima conoscere il significato della parola umanità”, conclude Sola. |
