Martedì, 13 Ottobre 2026 AbruzzoDi Pangrazio chiede un decreto per salvare i tribunali abruzzesiA suo dire è assurdo che tutto venga bloccato dal ricorso di Bassano del Grappa“È paradossale che la riapertura o meno del tribunale di Bassano del Grappa impedisca da oltre un anno l’approvazione di un disegno di legge per il quale ci siamo a lungo battuti e da cui dipende la salvezza dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, tenuto conto che la proroga scade tra meno di tre mesi e in questo periodo si stanno facendo le piante organiche…” Mentre la sabbia nella clessidra continua a scorrere e il 31 dicembre si avvicina, ad invocare un provvedimento ad hoc immediato per chiudere dopo 14 anni la partita dei tribunali “minori” abruzzesi è il sindaco civico di Avezzano Gianni Di Pangrazio, intervistato da questa testata. Per lui riconfermato con oltre il 67% a giugno scorso, la madre di tutte le battaglie, alla luce anche della sua idea di “quinta Provincia”, intesa come coordinamento forte e coeso di tutti i comuni della Marsica, che con la chiusura del tribunale partirebbe già con una clamorosa mazzata. La questione nasce dalla riforma della geografia giudiziaria del 2012, che ha ridotto il numero dei tribunali in Italia per razionalizzare le sedi, contenere i costi e concentrare le risorse. Quello abruzzesi hanno avuto un occhio di riguardo per il terremoto del 2009 e l’ultima proroga ha fissato la data di chiusura al 31 dicembre 2026. ll ministro della Giustizia Carlo Nordio ha poi promosso un disegno di legge a ottobre 2025, che prevede il ripristino dei tribunali e delle rispettive procure di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Ma da all0ra è tutto sostanzialmente fermo, nonostante il coordinamento dei quattro territori abbia chiesto alla Commissione Giustizia della Camera di accelerare l’esame del disegno di legge. Se i tempi parlamentari fossero troppo lunghi, si chiede di inserire la salvaguardia in un altro provvedimento. “Il disegno di legge ha avuto il consenso più ampio, sia in maggioranza di governo che nell’opposizione – spiega Di Pangrazio – poi però è stato aggiunto questo tribunale di Bassano del Grappa, che era già stato soppresso, ed ora in particolare su iniziativa della Lega, si invoca il ripristino, con altre componenti della maggioranza contrarie, come Forza Italia, anche perché si rischia l’effetto a catena, visto che altri piccoli tribunali già chiusi potrebbero a quel punto pretendere pari trattamento”. E così la richiesta, ove non fosse possibile approvare il disegno di legge in tempi stretti, è di stralciare il punto relativo ai quattro tribunali abruzzesi e approvarlo con un altro provvedimento, come un decreto legge in conversione all’esame del Parlamento che scade a fine novembre. Ma non si può aspettare oltre. Del resto ragiona Di Pangrazio, “l’urgenza riguarda il punto relativo all’Abruzzo, nel disegno di legge ci sono anche i tribunali delle isole ma in quel caso la proroga scade tra un anno, non tra meno di tre mesi. Di Bassano del Grappa abbiamo detto, è già stato chiuso, l’iter per la sua riapertura può tranquillamente viaggiare su una altro binario, senza frenare tutto il resto”. Conclude il sindaco: Paghiamo ancora gli effetti delle decisioni che furono prese negli anni in cui andava in voga la spending review, che non ha portato in realtà economie. Sui tribunali non si è attivato nemmeno un vero confronto con i territori, non sono state considerate le loro caratteristiche, non c’è stata una puntuale analisi dei costi e dei benefici a livello generale. E così, per quando mi riguarda, sono 14 anni che ci battiamo come amministrazione comunale di Avezzano, assieme a quelle di Sulmona, di Lanciano e di Vasto a difesa dei nostri tribunali, ottenendo finora proroghe, e non ancora il passo indietro definitivo rispetto alla ipotesi di chiusura”. L’accorpamento al tribunale dell’Aquila di quelli di Avezzano e Sulmona, ribadisce infine il sindaco, non è praticabile “aumenterebbero i disagi per spostamenti di oltre 50 chilometri, per cittadini e personale della macchina della giuustizia. Inoltre ad Avezzano si lavoravano più pratiche e di quelle dell’Aquila, e il suo Tribunale è il riferimento di un distretto che arriva al 47% degli abitanti dell’intera provincia, e sarebbe contraddittorio invocare legalità e sicurezza e poi smantellare un presidio fondamentale”.
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