Lunedì, 12 Ottobre 2026 Vasto

“Migrazioni animali non hanno confini”, congresso CMS, Atlante mondiale entro un anno”

Terza ed ultima giornata di studi a Vasto, nell'ambito delle strategie della convenzione di Bonn dell'ONU

Completare grazie anche alle nuove tecnologie ed entro un anno, un Atlante mondiale delle migrazioni animali per migliaia di rotte in mare, in terra e in cielo, e per centinaia di specie. Strumento che sarà disponibile in un portale on line, utile ad armonizzare le normative ambientali dei Paesi di attraversamento, per consentire ai decisori politici di individuare i fattori di rischio, dalle infrastrutture energetiche a quelle dei trasporti e produttive e per poter geolocalizzare i territori più ospitali e favorevoli agli spostamenti della fauna, a partire dalle aree protette e dagli habitat ancora integri.

Questa la sfida partita da Vasto, in provincia di Chieti, con un congresso internazionale, primo nel suo genere, e a cui hanno preso parte una trentina di esperti, sotto l’egida della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (CMS), organismo nato con il Trattato internazionale delle Nazioni Unite sottoscritto il 23 giugno 1979 per tutelare gli animali migratori terrestri, marini e volatili lungo il loro intero areale di distribuzione.

A organizzare la tre giorni, a seguito di un accordo con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), la Bio Cantina Sociale Orsogna, realtà di riferimento in Italia per la viticoltura biologica e biodinamica, in collaborazione con la cooperativa Cogecstre di Penne, in provincia di Pescara.

Nel corso dell’incontro pubblico che ha concluso a Palazzo d’Avalos una tre giorni di sessioni tecniche e operative ha detto Dagmar Zíková, del segretariato CMS: “La convenzione di Bonn si avvicina al 50esimo anniversario e da quando fu sottoscritta, gli animali migratori si sono confrontati con problemi molto gravi, a partire dalla perdita degli habitat, che per loro sono fondamentali, i mutamenti climatici che impattano sulle loro possibilità di alimentarsi, ed anche l’influenza aviaria, che negli ultimi anni ha duramente colpito molte specie. Parallelamente è aumento e migliorato il nostro livello di comprensione sul ruolo importantissimo che gli animali migratori hanno nel mantenere gli ecosistemi sani e funzionali”.

A fare sorprendenti esempi di migrazioni degli uccelli, uno dei maggiori esperti mondiali, Franz Bairlein, Institute of Anvian research Vogelwarte Helgoland di Wilhemshaven, in Germania.

“Prima prova delle migrazioni degli uccelli si è avuta nel 1822 quando fu avvistata una cicogna che portava nel collo una freccia che l’aveva trafitta in Africa – ha spiegato Bairlein -. Da allora gli studi ci restituiscono esempi incredibili, come quello della pittima minore, che dall’Alaska sorvola senza interruzione l’oceano per otto giorni, per poi riprendere il viaggio per il fiume Giallo in Cina, o come la sterna artica che nidifica nell’estremo nord, per andare a trascorre l’inverno in Antartide, ma anche le piccole rondini che si spostano tra il Sudafrica al nord Europa, anche qui per migliaia di chilometri.  Oggi la situazione desta crescente preoccupazione: negli ultimi 40 anni abbiamo perso, tra gli uccelli migratori, solo per fare qualche esempio, il 40% delle tortore e circa l’80% dei cuculi”.

L’Atlante mondiale delle migrazioni animali integrerà mappature già completate e a disposizione, e ha spiegato a questo proposito l’ornitologo Fernando Spina, consigliere CMS per la connettività e le reti ha fatto l’esempio dell’Atlante euro-africano, che mostra i risultati di 113 anni di studi,  con l’analisi di oltre 40 milioni di dati per 300 specie di uccelli,  quante mappe molto dettagliate a livello di intere regioni, sub-regioni, che in tempo reale mostrano l’avanzamento di uccelli e delle ondate di immigrazione. Uno strumento completamente a disposizione sul web”.

Per poi sottolineare: “gli animali migratori attraversano abitualmente i confini e, nel corso del loro ciclo vitale, dipendono da reti di habitat che si estendono su più Paesi. Poiché la crescita della popolazione umana, la perdita e la frammentazione degli habitat, lo sfruttamento eccessivo, lo sviluppo infrastrutturale, l’inquinamento e il cambiamento climatico aggravano la crisi della natura, è urgente un’efficace conservazione di queste specie e per le decisioni riguardanti le specie migratrici sono necessarie informazioni chiare sulle rotte principali, sulle modalità del loro utilizzo e sui luoghi in cui si verificano concentrazioni di esemplari, nello spazio e nel tempo”.

Ad evidenziare il ruolo dell’agricoltura per la tutela degli habitat e delle migrazioni animali il direttore della Bio Cantina sociale Orsogna Camillo Zulli.

“La presenza degli insetti, costituendo circa il 70% di tutte le specie ha un’importanza vitale per gli ecosistemi terrestri interconnessi, e per la catena alimentare fondamentale anche per gli aminali migratori. Ad oggi la percentuale di declino degli insetti è due volte superiore a quella dei vertebrati, con la riduzione delle risorse alimentari per gli insettivori, con effetti a cascata su tutti gli altri livelli trofici, e i maggiori impatti della perdita di insetti si ripercuote su uccelli, rettili, anfibi e pesci che se ne nutrono. Ne è causa anche l’impiego di pesticidi che riduce la diversità e la frequenza di insetti, come pure gli erbicidi che pregiudicano la loro base alimentare. Anche da questa consapevolezza è nata la nostra scelta a favore dell’agricoltura biologica e biodinamica che non fa uso di pesticidi e riduce molto l’impatto negativo dell’agricoltura sull’agro ecosistema”.