Domenica, 11 Ottobre 2026 San Salvo

Lotta alla mafia, 10 anni ad un 65enne di San Salvo

Operazione Habanero contro il clan dei Vibonesi

L’ombra della ’ndrangheta torna ad allungarsi sul Vastese. Si tratta dell’operazione Habanero contro il clan dei Vibonesi. 11 sono state le condanne, 4 le assoluzioni.

A riportare la notizia, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

Fra gli imputati anche Rodolphe Pinto, 65 anni di San Salvo. L’uomo è stato condannato a dieci anni e dieci mesi di reclusione. La sentenza è del gup Piero Agosteo è arrivata al termine nel processo con il rito abbreviato.
Il sessantacinquenne, già coinvolto in passato nell’operazione Blue marine, è stato accusato di associazione a delinquere. Il legale di Pinto, l’avvocato Giuseppe La Rana, continua tuttavia ad insistere sull’estraneità del suo assistito alle accuse ed ha annunciato il ricorso in appello. Con Pinto erano finiti nei guai altri due abruzzesi: Nicola Papaleo, 68 anni di Francavilla, e Luca Marano, 46 anni di Pescara. Quest’ultimo è stato assolto.

I fatti contestati risalgono al 2016. Gli investigatori sarebbero arrivati a Pinto proprio attraverso l’operazione Blue marine. In quella operazione furono coinvolti personaggi che fanno parte anche di questa nuova inchiesta. L’inchiesta antimafia Habanero ha portato a pesanti condanne e a un ergastolo con accuse di associazione mafiosa e omicidi.
L’operazione è stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Catanzaro e ha avuto come obiettivo principale la lotta contro i clan mafiosi attivi nella zona delle Preserre vibonesi, in Calabria.

L’inchiesta ha messo in luce le attività illecite di un’organizzazione mafiosa ben radicata e ha rivelato legami con altre cosche della regione e del nord Italia. Condanna all’ergastolo per Francesco Capomolla, accusato di aver partecipato alla strage di Ariola del 2003, in cui furono uccise tre persone.
L’operazione Habanero ha evidenziato la persistente influenza della ‘ndrangheta nella regione e la sua capacità di operare anche al di fuori della Calabria. Le indagini sono state supportate da intercettazioni e testimonianze di collaboratori di giustizia

L’avvocato La Rana fin da subito non ha lesinato perplessità sulla vicenda e nel corso dell’arringa difensiva ha cercato di alleggerire la posizione del suo assistito, Rodolphe Pinto.

“Va considerato – ha sottolineato alla collega del Centro l’avvocato La Rana – che molte condotte sono state già oggetto di altro giudizio. La posizione del mio cliente è molto marginale”.

L’avvocato La Rana ha annunciato il ricorso in appello, insistendo sulla estraneità del suo assistito.

Tutti i dettagli sulla vicenda li trovate stamane in edicola sul quotidiano Il Centro.

foto archivio