Domenica, 11 Ottobre 2026 Vasto

“MIGRAZIONI MINACCIATE DA CRISI CLIMA E HABITAT”

ALLARME DEGLI SCIENZIATI, “L'ATLANTE E' FONDAMENTALE”

 Il cambiamento climatico, con l’aumento delle temperature delle acque, sta condizionando le rotte migratorie degli animali marini. I cetacei sono vittime anche dell’incremento del traffico marittimo e della velocità delle navi, oltre che della pesca intensiva. Cementificazione e distruzione degli habitat per la nidificazione, la sosta e lo svernamento rappresentano una minaccia crescente per gli uccelli, che ogni anno percorrono migliaia di chilometri attraversando i continenti.

Sono questi gli allarmi lanciati da scienziati, studiosi, ricercatori e docenti a margine nel corso della seconda giornata di studi e approfondimenti tecnici del congresso internazionale dedicato all’elaborazione dell’Atlante mondiale delle migrazioni animali, iniziato ieri e in programma fino a domani domenica 11 ottobre a Vasto, in provincia di Chieti, nelle sale di Palazzo d’Avalos.

L’iniziativa rientra tra le azioni previste dalla Convenzione di Bonn, firmata nel giugno 1979.

L’Atlante, sotto l’egida della Convenzione sulle specie migratrici (CMS), è stato concepito come uno strumento per raccogliere e aggiornare le conoscenze sugli spostamenti di uccelli, mammiferi terrestri e marini, pesci, cetacei, rettili marini e insetti. Il progetto mette in relazione i dati sulle rotte migratorie con quelli relativi agli habitat e alle pressioni esercitate sul territorio, con l’obiettivo di individuare con maggiore precisione i fattori di rischio lungo i percorsi migratori e adottare le opportune politiche di tutela.

A organizzare la tre giorni, a seguito di un accordo con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), è la Bio Cantina Sociale Orsogna, realtà di riferimento in Italia per la viticoltura biologica e biodinamica, in collaborazione con la cooperativa Cogecstre di Penne, in provincia di Pescara, che gestisce le riserve di Punta Aderci e di Vasto Marina e il Comune di Vasto.

A proposito delle migrazioni degli animali marini, il recente ritrovamento della carcassa di un capodoglio sulla spiaggia di Sabaudia, a Torre Paola, ha riportato d’attualità il tema delle rotte migratorie dei cetacei. Un episodio che richiama alla memoria quanto accaduto proprio a Vasto, sulle rive della Riserva naturale di Punta Aderci, nel settembre 2014, quando sette capodogli si spiaggiarono: quattro furono salvati e riportati in mare grazie alla mobilitazione di centinaia di cittadini.

Spiega a tal proposito Giuseppe Notarbartolo, ecologo marino: “purtroppo, il pianeta è quello che è e lo spazio che noi esseri umani utilizziamo è sempre maggiore. Nel Mediterraneo sono migratori la balenottera comune e il capodoglio, che subiscono le conseguenze della riduzione delle risorse alimentari dovuta alla pesca eccessiva e alle catture accidentali. A questi fattori si aggiunge un problema più recente: il progressivo aumento del traffico marittimo ad alta velocità, con navi e traghetti che superano i 20-25 nodi, facendo crescere il rischio di collisioni con i cetacei. Ecco perché è importante l’Atlante a cui stiamo lavorando: conoscere con esattezza la posizione dei corridoi migratori in mare è fondamentale per evitare interferenze”.

Ad allargare lo sguardo è Ana Martins Sequeira, dell’Australian National University, che richiama l’attenzione sugli effetti del riscaldamento delle acque marine.

“Il continuo aumento della temperatura dell’acqua dei mari e degli oceani costringe gli animali a spostarsi alla ricerca di cibo, abbandonando le aree in cui le risorse alimentari non sono più disponibili. Questo sta determinando un cambiamento delle rotte migratorie. Una minaccia particolare per i grandi cetacei è rappresentata dalla progressiva riduzione della disponibilità di ossigeno nelle profondità marine, che li costringe a risalire verso la superficie, esponendoli a rischi maggiori”.

Dai pesci agli uccelli: Roberto Ambrosini, docente di ecologia all’Università degli Studi di Milano, evidenzia  “il marcato declino del numero degli uccelli migratori, soprattutto di quelli cosiddetti a lungo raggio, che percorrono anche migliaia di chilometri e dipendono da risorse disponibili, nei diversi periodi dell’anno, in differenti aree del pianeta. Queste specie risentono della degradazione degli habitat in cui si riproducono, delle aree di sosta durante la migrazione e di quelle in cui trascorrono il periodo non riproduttivo. È un problema che ci riguarda da vicino, perché gli uccelli migratori, dagli erbivori e insettivori ai predatori, svolgono importantissimi servizi ecosistemici”.

A confermare il fenomeno è Fernando Di Fabrizio, presidente della cooperativa Cogecstre: “Anche qui in Abruzzo abbiamo constatato una progressiva riduzione di specie di uccelli un tempo comuni, come il passero, come lo zigolo nero che era presente in tutte le campagne abruzzesi e oggi non si vede più, lo stesso vale per il saltimpalo e lo stiaccino. Sono tanti i fattori che hanno contribuito a questo fenomeno. Indubbiamente, in passato, la chimica ha fatto molti danni, così come oggi li fa l’urbanizzazione eccessiva, che devasta gli ecosistemi. Non si capisce perché, mentre la popolazione italiana diminuisce e nel 2050 saremo 14 milioni in meno, il consumo di suolo continui ad aumentare»

Camillo Zulli, direttore ed enologo di Bio Cantina Sociale Orsogna, evidenzia infine come “per milioni di anni gli ostacoli alle migrazioni sono stati naturali, ora sono legati alle attività umane. L’espansione urbana e l’agricoltura riducono le zone umide, foreste e prati: ambienti in cui gli uccelli vivono, si nutrono e nidificano. L’agricoltura intensiva riduce la biodiversità degli agroecosistemi e le fonti trofiche per gli uccelli: gli insetti”.

“GLI ANIMALI MIGRATORI CONNETTONO IL PIANETA”: DOMANI SESSIONE APERTA AL PUBBLICO 

Nella terza e ultima giornata, domani domenica 11 ottobre, dalle ore 14.30, sempre a Palazzo d’Avalos, si terrà la sessione aperta al pubblico, dal titolo “Gli animali migratori connettono il pianeta”.

Ad intervenire Camillo Zulli, enologo e direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna, (“Il progetto biodinamico di bio cantina Sociale Orsogna), Fernando Spina, consigliere per la connettività e le reti CMS (“Un viaggio tra i viaggiatori più incredibili, simboli di una terra senza confini”), Dagmar Zikova, responsabile scientifica segretariato CMS, (“Connettere il pianeta”), Franz Bairlein, Institute of Anvian research Vogelwarte Helgoland di Wilhemshaven, Germania, (“Il fascino della migrazione degli uccelli”), Ana Sequiera, Research school of biology The australian national university, Camberra, Australia (“Le grandi migrazioni oceaniche: seguire i giganti del mare per proteggere i nostri mari”), Francesca Cagnacci, Fondazione Edmund Mach, Trento, (“Passi, zoccoli, strade e sentieri: la migrazione degli ungulati in paesaggi un mutamento”), Martin Wikelski, Max Plank institute of animal Behavior Radolfzell, Germania (“L’internet degli animali: un nuovo modo di osservazione della terra”),  Des Thompson, Uhi North, West and Hebrides, Thurso, Regno Unito, (“Affrontare un mondo che si riscalda: le sfide per gli animali migratori”) Leonardo Siddi, Università del Piemonte orientale, Alessandria, (“La Bio Cantina Sociale Orsogna per la conservazione della biodiversità: il valore delle tradizionali peschiere per le libellule”), conclude ancora Camillo Zulli, (“Le rotte migratorie senza confini dei vini Pennaluna”