Giovedì, 8 Ottobre 2026 Abruzzo

Per la "Nuova Pescara" è tutto da rifare

Una risoluzione presentata da FdI chiede di tornare al voto dei cittadini

Un nuovo referendum sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore: questo il colpo di scena sull’estenuante vicenda della costituzione della nuova città metropolitana, che arriva oggi in Consiglio regionale nella forma di una risoluzione a firma dei consiglieri di Fratelli d’Italia Luca De Renzis e Leonardo D’Addazio, e del capogruppo Massimo Verrecchia.

Una terza via che, di fatto, suona come una pietra tombale, dopo un’attesa di 12 anni dal referendum che disse sì alla fusione nel gennaio 2014 e dopo già un rinvio, rispetto alle due ipotesi in campo per un nuovo rinvio, tenuto conto che ormai per gennaio non c’è più tempo, almeno così argomenta il partito trasversale della melina.

Ma sulla data si è registrato lo scontro tra il presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, che vuole una proroga di massimo un anno, al 2028, e il presidente del Consiglio regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, che ha pronto un emendamento per un rinvio al 2029.

Il rinvio al 2028 o 2029 non è però incompatibile con l’approvazione della risoluzione.

Con l’approvazione del provvedimento De Renzis-D’Addazio-Verrecchia, “il presidente della Giunta regionale deve impegnarsi a disattivare le procedure penalizzate dalle nuove condizioni referendarie costitutive regionali, volte a sottoporre nuovamente al corpo elettorale di Pescara, Montesilvano e Spoltore la scelta sulla fusione dei rispettivi enti territoriali”.

Nonché “di formulare un quesito referendario strutturato che rilevi l’attuale orientamento delle popolazioni interessate, tenendo espressamente conto del mutato contesto normativo e del tempo decorso dall’iniziativa originaria”.

Di fatto contrari alla fusione, o almeno favorevoli a un rinvio quanto più possibile lungo, i sindaci delle città coinvolte: di Pescara Carlo Masci, Fi; di Spoltore Chiara Trulli, del Pd; Ottavio De Martinis, di FdI, di Montesilvano. Sull’entità del rinvio, Marsilio si è duramente scontrato in una riunione di luglio con Masci.

Ma del resto i tre sindaci, e con loro assessori e detentori di postazioni di potere comunale, hanno tutto l’interesse a restare in carica il più possibile, spingendo in avanti il commissariamento e le elezioni del nuovo sindaco unico della città metropolitana. Forti di uno studio che considera impossibile, visti i ritardi, completare la fusione dei vari servizi e uffici comunali entro gennaio prossimo.

Abruzzoweb