Mercoledì, 7 Ottobre 2026 Abruzzo

Per le famiglie abruzzesi si prospettano giorni molto difficili

Uno studio di Confcommercio dice che ci saranno rincari del 34%

"Nel 2026 ogni famiglia abruzzese spenderà, in media, tra i 1.000 e i 1.200 euro in più, rispetto allo scorso anno, per energia, carburanti e alimentari. Solo per energia e bollette, i rincari stimati raggiungono il +34%. Secondo le stime della Confcommercio, su dati dell'Ufficio Studi, se la crisi energetica non rientrerà, nel 2027 si perderanno, sul piano nazionale, 6,5 miliardi di euro di consumi e tre decimi di Pil". 

È l'allarme lanciato dal presidente della Confcommercio Abruzzo, Giammarco Giovannelli, che chiede misure urgenti e strutturali su rinnovabili, nucleare sostenibile, reti e formazione del prezzo dell'elettricità, oltre a misure specifiche per aiutare imprese e famiglie che non ce la fanno. 

"Già quest'anno - dice Giovannelli - le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione rischiano, complessivamente, un aggravio di oltre un miliardo di euro sulla bolletta. Nel 2026 casa, energia, trasporti, assicurazioni e altre spese obbligate assorbono il 42% dei consumi e circa 9.700 euro pro capite, comprimendo gli spazi di spesa discrezionale. Nonostante questo, le famiglie stanno dimostrando una significativa capacità di tenuta, cercando di mantenere i livelli di consumo, rimodulando la composizione della spesa e contenendo soprattutto i beni più tradizionali". 

I dati che riguardano l'Abruzzo non sono confortanti: la crescita del carrello della spesa si attesta intorno al +24%, rispetto al 2025: per una famiglia con due figli, la maggiore spesa complessiva può arrivare a 1.200 euro l'anno. "Secondo le ultime rilevazioni Istat - sottolinea Giovannelli - fare la spesa oggi costa quasi il 30% in più rispetto a cinque anni fa. Tradotto in numeri, significa che un carrello della spesa che nel 2021 costava 100 euro, oggi ne costa 129,5. E non sono aumenti leggeri, se paragonati agli stipendi che continuano a restare fermi". 

A pesare sui bilanci familiari non sono soltanto i prodotti più costosi o le spese eccezionali, ma soprattutto gli acquisti di tutti i giorni. Tra gli aumenti più consistenti ci sono: caffè +51%, olio extravergine +47%, pomodori +45%, patate e riso +44%,e le uova +43%. Rispetto a cinque anni fa il caffè al bar è aumentato del 21%, la benzina del 12,7%, gli autobus del 10%, il parrucchiere fino al 14% e le visite specialistiche del 5,5%. 

"Sempre più persone comprano meno - conclude Giovannelli - scelgono prodotti più economici o rinunciano alle spese considerate non indispensabili: un libro, una cena fuori, il cinema, qualche prodotto alimentare in più. Una difficoltà che non riguarda più soltanto i nuclei con i redditi più bassi, ma coinvolge sempre più anche il ceto medio".

"Serve una strategia nazionale per la rigenerazione urbana, con fiscalità più favorevole, sostegno agli affitti commerciali, accesso al credito, innovazione e valorizzazione dei distretti del commercio - afferma - le imprese di prossimità, soprattutto nei piccoli comuni, oltre a svolgere una fondamentale funzione economica, sono anche presidi di sicurezza, socialità e qualità della vita. Per questo contrastare la desertificazione commerciale significa anche contrastare lo spopolamento". 

È proprio questo l'obiettivo di Cities, il progetto di Confcommercio che mette il terziario al centro della rigenerazione urbana. "Siamo di fronte a un doppio problema - incalza il presidente della Confcommercio Abruzzo - da una parte le famiglie, soprattutto i nuclei più disagiati come monoreddito, pensionati, famiglie numerose e giovani coppie, che non arrivano a fine mese e fanno fatica a far quadrare i conti; dall'altra le imprese e le piccole attività. La priorità è creare un ambiente più favorevole a chi fa impresa: meno pressione fiscale e burocrazia, energia a costi competitivi, credito accessibile e sostegno a innovazione, investimenti e formazione. Soprattutto, servono regole semplici, stabili e prevedibili per poter programmare il futuro. Il caro prezzi, l'aumento dei costi dell'energia, la pressione discale e la trasformazione dei consumi sono problemi diversi che, spesso, si sommano. Ma il vero nemico è la perdita di fiducia delle famiglie, che rinviano i consumi, e degli imprenditori, che rinunciano a investire".