Dal 2 aprile la viabilità del Vastese è al collasso. Gli aiuti da Roma promessi sei mesi fa non sono arrivati.
A scriverlo, stamane, sulla pagina di Vasto, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.
Per risistemare le strade del Vastese occorrono 130 milioni di euro.
Il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna ha inviato al presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e al presidente della Regione , Marco Marsilio in qualità di Commissario delegato, una richiesta urgente per affrontare la situazione della rete viaria provinciale dopo gli eventi meteorologici che hanno colpito il territorio nei mesi di marzo e aprile 2026 provocando ingenti danni alla rete stradale. Menna non è meno esasperato dalla vicenda del ponte Trigno.
La collega Paola Calvano ha riportato stamane proprio alcune dichiarazioni del Sindaco e Presidente della Provincia Francesco Menna.
” Il tempo dell’attesa è finito, il Vastese non può più attendere oltre . Se non otterrò risposte dal Governo entro metà mese mi incatenerò davanti a Palazzo Chigi. Il tempo dell’attesa è finito, il Vastese non può più attendere oltre . Se non otterrò risposte dal Governo entro metà mese mi incatenerò davanti a Palazzo Chigi . L’inverno è alle porte. Le strade disastrate da ben 300 frane censite hanno bisogno di essere sistemate. Lo sto chiedendo da mesi ma le mie richieste sono cadute nel vuoto . A mali estremi, estremi rimedi. Forse davanti ad un uomo incatenato qualcuno si degnerà di rispondere “.
Menna non è meno esasperato dalla vicenda del ponte Trigno.
” Abruzzo e Molise sono divise e i lavori chissà quando cominceranno. C’è persino un uomo sotto quel ponte ed è tutto è fermo “.
Menna non nasconde di essere molto arrabbiato e nella lettera indirizzata al Presidente Meloni richiama la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale del 9 aprile 2026 e la successiva ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 1189 del 4 maggio 2026. Secondo quanto riportato, nonostante una prima dotazione di 15 milioni di euro per le misure emergenziali, a sei mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza non sarebbe ancora arrivato un piano degli interventi con le relative coperture finanziarie per la ricostruzione e la mitigazione del rischio.
“I dati raccolti dalla Provincia parlano di oltre 300 frane che interessano direttamente la sede stradale .
Particolarmente critica la situazione nell’Alto Vastese, dove la ex SS 86 Istonia, oggi SP 212, presenta interruzioni e limitazioni al traffico. Facciamo parte dell’Italia e meritiamo considerazione e rispetto . Il collasso strutturale del viadotto sul fiume Trigno, con le conseguenze sulla continuità dei collegamenti verso il Molise e sull’accesso ai servizi, compresi quelli sanitari., è emblematico . La situazione è gravissima e provoca ripercussioni sulla mobilità dei pendolari e sulle attività produttive, con particolare riferimento al distretto automotive della Val di Sangro, dove le difficoltà nei collegamenti possono incidere sulla logistica e sui turni lavorativi. L’autunno è arrivato , l’inverno è alle porte e ilrischio di nuove precipitazioni aumenta . Serve un piano straordinario di interventi, anche attraverso i poteri di deroga previsti dalla normativa sulla Protezione civile, e di convocare un tavolo di confronto inter istituzionale per individuare le coperture finanziarie e definire un cronoprogramma per l’avvio delle opere. Aspetterò anche un paio di settimane poi metterò in atto una protesta che dovrebbero condividere anche gli altri sindaci . Non pretendo nulla di più di quello che sarebbe doveroso dare ai cittadini : una viabilità sicura e un territorio sanato . Il Vastese attende da troppo tempo . Se per non essere invisibili servono forme clamorose di protesta e allora sono pronto ad incatenarmi davanti a Palazzo Chigi.”
” Il tempo dell’attesa è finito, il Vastese non può più attendere oltre . Se non otterrò risposte dal Governo entro metà mese mi incatenerò davanti a Palazzo Chigi “. Il sindaco di Vasto e presidente della Provincia di Chieti è esasperato e anche spaventato. ” L’inverno è alle porte. Le strade disastrate da ben 300 frane censite hanno bisogno di essere sistemate. Lo sto chiedendo da mesi ma le mie richieste sono cadute nel vuoto . A mali estremi, estremi rimedi . Forse davanti ad un uomo incatenato qualcuno si degnerà di rispondere “. Per risistemare le strade del Vastese occorrono 130 milioni di euro.
Il presidente della Provincia di Chieti ha inviato al presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e al presidente della Regione , Marco Marsilio in qualità di Commissario delegato, una richiesta urgente per affrontare la situazione della rete viaria provinciale dopo gli eventi meteorologici che hanno colpito il territorio nei mesi di marzo e aprile 2026 provocando ingenti danni alla rete stradale. Menna non è meno esasperato dalla vicenda del ponte Trigno .” Abruzzo e Molise sono divise e i lavori chissà quando cominceranno “, si rammarica. ” C’è persino un uomo sotto quel ponte ed è tutto è fermo “. Menna non nasconde di essere molto arrabbiato e nella lettera indirizzata al Presidente del la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale del 9 aprile 2026 e la successiva ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 1189 del 4 maggio 2026. Secondo quanto riportato, nonostante una prima dotazione di 15 milioni di euro per le misure emergenziali, a sei mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza non sarebbe ancora arrivato un piano degli interventi con le relative coperture finanziarie per la ricostruzione e la mitigazione del rischio.
“I dati raccolti dalla Provincia” rimarca Menna ” parlano di oltre 300 frane che interessano direttamente la sede stradale .
Particolarmente critica la situazione nell’Alto Vastese, dove la ex SS 86 Istonia, oggi SP 212, presenta interruzioni e limitazioni al traffico. Facciamo parte dell’Italia e meritiamo considerazione e rispetto . Il collasso strutturale del viadotto sul fiume Trigno, con le conseguenze sulla continuità dei collegamenti verso il Molise e sull’accesso ai servizi, compresi quelli sanitari., è emblematico . La situazione è gravissima
e provoca ripercussioni sulla mobilità dei pendolari e sulle attività produttive, con particolare riferimento al distretto automotive della Val di Sangro, dove le difficoltà nei collegamenti possono incidere sulla logistica e sui turni lavorativi. L’autunno è arrivato , l’inverno è alle porte e il risdhio di nuove precipitazioni aumenta . Serve un piano straordinario di interventi, anche attraverso i poteri di deroga previsti dalla normativa sulla Protezione civile, e di convocare un tavolo di confronto inter istituzionale per individuare le coperture finanziarie e definire un cronoprogramma per l’avvio delle opere. Aspetterò anche un paio di settimane poi metterò in atto una protesta che dovrebbero condividere anche gli altri sindaci . Non pretendo nulla di più di quello che sarebbe doveroso dare ai cittadini : una viabilità sicura e un territorio sanato . Il Vastese attende da troppo tempo . Se per non essere invisibili servono forme clamorose di protesta e allora sono pronto ad incatenarmi davanti a Palazzo Chigi. Spero non sia necessario , ma “, conclude il primo cittadino “sono pronto a farlo . Paola Calvano