Se i fari sono puntati sull’emendamento che intende introdurre i sub ambiti nella legge di riforma della gestione dei rifiuti, che ha spaccato ad oggi in due la maggioranza di centrodestra, di cui è promotore il capogruppo di Fdi Massimo Verrecchia, nel consiglio regionale dell’8 ottobre che si annuncia infuocato, c’è un altro emendamento esplosivo.
Quello che che fissa una data precisa per la nascita della Nuova Pescara con la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, il primo febbraio 2028.
A firmarlo i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Leonardo D’Addazio, ancora una volta Massimo Verrecchia e Marilena Rossi.
Se Verecchia in particolare è andato al muro contro muro sull’emendamento sui rifiuti con il presidente della Regione, Marco Marsilio di Fdi, che inutilmente lo aveva intimato a ritirarlo,
questa volta la misura che porta anche la firma del capogruppo non può che essere gradito al presidente.
L’ipotesi era infatti finora quella perorata in primis dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Fi, e con lui i tre sindaci delle città coinvolte, di rinviare la scadenza del 1 gennaio prossimo al 2029. Ma non è un mistero che Marsilio considera tale (ennesima) proroga eccessiva, e per questa ragione in una riunione infuocata nei mesi scorsi si era duramente scontrato in una riunione di luglio con il sindaco di Fi di Pescara Carlo Masci, che assieme ai colleghi Chiara Trulli del Pd, di Spoltore e Ottavio De Martinis di FdI di Montesilvano hanno tutto l’interesse di restare in carica il più possibile spingendo in avanti il commissariamento e le elezioni del nuovo sindaco unico della città metropolitana. Forti di uno studio che considera impossibile, visti i ritardi nella fusione dei vari servizi e uffici comunali entro gennaio prossimo.