Venerdì, 2 Ottobre 2026 AbruzzoPronto un emendamento predisposto da VerrecchiaMuro contro muro con Marsilio, centrodestra laceratoNel consiglio regionale di giovedì 8 ottobre sarà, ormai è certo, scontro durissimo dentro il centrodestra di Marco Marsilio, di FdI, che scivola verso la crisi più profonda dal 2019, quando è salito al potere in Abruzzo: il capogruppo di FdI Massimo Verrecchia non farà nessun passo indietro e presenterà in quella occasione l’emendamento della discordia, che intende introdurre nella riforma della gestione dei rifiuti anche dei sub-ambiti, rispetto ai quattro ambiti su base provinciale, convinto di avere dalla sua i numeri in aula. Incurante del fatto che nella tesissima riunione di lunedì scorso a palazzo Silone il presidente Marsilio, assieme al segretario regionale di FdI, il senatore Etel Sigismondi, e al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, presidente dell’assemblea dell’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), nonché presidente regionale e vicepresidente nazionale Anci, gli abbiano intimato, trattandosi di una direttiva di partito, di ritirare l’emendamento. E invece l’emendamento arriverà in aula, per direttissima, attaccato a una norma sui debiti fuori bilancio, già approvata in prima commissione Bilancio e che sarà chiamata in aula, con la possibilità di aggiungerci norme emendative (oltre a quella dei rifiuti se ne attendono decine). E l’obiettivo dichiarato è quello, innanzitutto, di introdurre in provincia dell’Aquila i sub-ambiti Marsica e Valle Peligna, a difesa dell’autonomia, rispettivamente, delle società di gestione Aciam e Segen e del Cogesa, che con l’ambito unico provinciale finirebbero tutte e tre per essere inglobate nell’Asm dell’Aquila, come vorrebbe il sindaco Biondi, attore principale di questa partita. Verrecchia, sia nel consiglio regionale di mercoledì sia ieri, contattato da AbruzzoWeb, tace, come pure hanno le bocche cucite gli altri consiglieri di maggioranza. Ma il clima è pesante, perché sulla riforma dei rifiuti la maggioranza è spaccata in due e rischia di andare in frantumi, con i consiglieri schierati da una parte e dall’altra in tutti i partiti. E non si registrano, al momento, movimenti delle diplomazie e dei pontieri, a riprova del fatto che i due fronti sono inconciliabili. Tenuto conto che all’orizzonte ci sono altre riforme per le quali non c’è affatto compattezza, come quella della gestione del ciclo idrico, della legge elettorale con il collegio unico e anche la norma che intende prorogare al 2029 la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un’unica grande città metropolitana. L’avezzanese Verrecchia e, con lui in prima fila Marianna Scoccia, di Noi Moderati, vice presidente del consiglio comunale, sindaco di Prezza, donna forte della Valle peligna, ostentano sicurezza, avendo del resto incassato il sostegno di quasi tutti i sindaci della Marsica e della Valle Peligna, a cominciare da quello di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, civico ma sostenuto anche dalla Lega, e da quello di Sulmona, Luca Tirabassi, di FdI. E sono certi che questa volta la spunteranno e non andrà a finire come nell’ultimo consiglio della vigilia di Ferragosto, quando il medesimo emendamento è stato ritirato per il mancato appoggio del gruppo di FdI, grazie soprattutto all’attivismo e alla prova di forza del sindaco Biondi, che, per curare gli interessi della sua Asm, ha armato un fronte contro i sub-ambiti, tanto che si ironizza oramai è Biondi, proiettato verso il Parlamento, candidato blindato alle prossime Politiche, a dettare la linea al presidente Marsilio e dentro palazzo Silone. Nel secondo round dell’8 ottobre, a sottoscrivere l’emendamento di Verrecchia e Scoccia ci sono il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, e tutti i capigruppo: Vincenzo D’Incecco della Lega, presidente della prima commissione Bilancio, la cui ultima seduta è stata sospesa martedì con il venire meno del numero legale e con l’assenza di Verrecchia, Emiliano Di Matteo di Forza Italia e Luciano Marinucci di Marsilio Presidente. E a rendere il fronte dei sub-ambiti ancor più pesante c’è la firma anche dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco e, in altre occasioni, nemico interno dentro FdI di Verrecchia, e ora secondo firmatario dell’emendamento; dell’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, anche lui di FdI; e del “quasi” assessore con delega al Turismo Daniele D’Amario, sottosegretario di giunta di Forza Italia. E ancora del consigliere di FdI Leonardo D’Addazio. A conti fatti, visto che anche il sottosegretario D’Amario vota in consiglio, il totale fa 8 voti. Dall’altra parte, allineati alla posizione di Marsilio e Biondi, ci sono per FdI Nicola Campitelli, che ha la delega ai rifiuti, Paolo Gatti, Luca De Renzis, Maria Assunta Rossi e, in Marsilio Presidente, Giampaolo Lugini, tesserato FdI. Nella Lega, Carla Mannetti, in Forza Italia, Antonietta La Porta. Se vota anche Marsilio, anche qui sono 8 voti, ma con una presa di posizione alquanto scivolosa per il presidente, visto che dovrebbe andare contro tutti i capigruppo e ben due assessori della sua giunta e la logica vorrebbe quella di mantenere una posizione super partes. Con la maggioranza, insomma, spaccata esattamente in due, tenuto conto che, da quel che si è appreso, nonostante le bocche cucite a margine del consiglio regionale di ieri, in FdI i consiglieri Francesco Prospero e Marilena Rossi sarebbero orientati ad astenersi senza prendere posizione. Si vocifera dunque che manovre siano in corso in entrambi gli schieramenti per ottenere voti nei banchi dell’opposizione del campo largo, dove però la linea che già viene condivisa è quella di abbandonare l’aula e assistere alla tragica spaccatura della maggioranza con i pop corn in mano. Ma non è detto che ci sarà compattezza e unità d’intenti, come altre volte avvenuto, e allora i voti di qualche esponente della minoranza potrebbero diventare determinanti per l’uno o l’altro fronte. In questa esplosiva partita i posizionamenti fanno emergere anche dissidi interni al centrodestra mai superati, a comporre gli schieramenti: D’Annuntiis da una parte e Gatti dall’altra, rivali nella provincia teramana; l’assessore alla Cultura e al Sociale, l’aquilano Roberto Santangelo, dato nel fronte del sub-ambito, contro Biondi; mentre, al contrario, si assiste alla finora inedita alleanza tra Quaglieri e Verrecchia. Delicatissima, poi, la posizione di Maria Assunta Rossi, di Pratola Peligna, e Antonietta La Porta, sulmonese, sul fronte opposto rispetto a quello della stragrande maggioranza dei sindaci peligni, del loro territorio, che, come detto, vogliono il sub-ambito. Ma lo scontro più clamoroso è quello tra il presidente della Regione e il capogruppo del suo partito, Verrecchia, ex parlamentare, dirigente regionale di ruolo, ex capo di gabinetto di Marsilio e, per tanti anni, suo uomo fidato. Almeno fino ad ora, con Verrecchia che questa volta non si è piegato agli ordini di scuderia di Marsilio e del partito, come avvenuto nella passata legislatura in occasione degli scontri con Quaglieri, asso pigliatutto nell’allocazione dei fondi regionali, o in occasione delle nomine, o nella sua Avezzano per l’ingresso, a luglio 2024, di Iride Cosimati, consigliera d’opposizione di FdI, vicina a Quaglieri nella giunta civica di Di Pangrazio. Tra i due è ora sceso il gelo, tanto che nell’ultimo consiglio non si sono incrociati in aula, anche perché Marsilio non ha partecipato ai lavori, arrivando a palazzo dell’Emiciclo al termine dei lavori. f.t. pubblicato su Abruzzoweb |
