Lunedì, 28 Settembre 2026 Molise

Via a estrazione dati dal computer di Gianni Di Vita

Operazioni avviate nella tarda mattinata in Questura a Campobasso

Al via nella tarda mattinata di oggi in questura a Campobasso gli accertamenti sul computer e sulle dieci pen drive sequestrati lo scorso 31 luglio a Gianni Di Vita, il papà e marito delle due donne morte lo scorso dicembre a Pietracatella per avvelenamento da ricina.

La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha incaricato personale specializzato dello Sco per l'estrapolazione dei dati contenuti nei dispositivi elettronici.

Alle operazioni potevano partecipare anche le parti: indagati, avvocati, parti offese e consulenti. Si è presentato però solo Gianni Alfonso, consulente informatico dell'avvocato Vittorino Facciolla, il legale che assiste Gianni Di Vita.
    La Procura, nell'ambito delle indagini sulla morte di madre e figlia, ha chiesto in particolare l'estrazione di dati inerenti eventuali rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina da parte delle due vittime, Sara Di Vita e sua mamma Antonella Di Ielsi; dati relativi ai rapporti con famigliari, parenti e amici, utili a ricostruire le abitudini di vita, i rapporti delle vittime; eventuali annotazioni da parte delle vittime su alimenti consumati nei giorni antecedenti ai malori; eventuali documenti, note, pagine di diario, lettere inerenti eventuali malattie sofferte dalle vittime e non conosciute; chat, foto, registrazioni vocali, note, navigazioni internet, rilevazione delle posizioni dei dispositivi, degli indirizzi email e degli account dei profili social network. L'arco temporale della ricerca è molto ampio, va dalla prima accensione dei dispositivi fino al giorno del loro ultimo utilizzo. Il tempo fissato per ultimare il lavoro è di 60 giorni salvo proroga.