Martedì, 22 Settembre 2026 Abruzzo

Sanità Abruzzese: diagnostica per immagini unica

Per una gara da 22milioni di euro arrivano tante offerte

Dotare tutte e quattro le Asl abruzzesi di un unico sistema di gestione della diagnostica per immagini, con centralizzazione e condivisione dei dati, facendo compiere così un ulteriore passo in avanti alla strategia di informatizzazione e digitalizzazione della sanità avviata dal Pnrr.

Questo è il fine dell’importante bando comunitario da 22 milioni di euro indetto a ottobre del 2025 dall’Agenzia regionale della committenza, l’Areacom, diretta da Donato Cavallo, che prevede la fornitura per cinque anni di software, hardware e servizi di manutenzione del Radiology Information System (Ris) e del Picture Archiving and Communication System (Pacs).

Il termine per partecipare al bando, di cui è rup il dirigente Domenico Di Martino, è scaduto il 19 febbraio e la gara è nella fase della valutazione delle proposte tecniche.

Cinque le concorrenti in gara, big del settore dell’information tecnology in ambito sanitario e della med-tech, che attendono ora l’esito: il raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Philips di Milano, El.Co., Kell e C2 Corporate, la Ebit di Genova, la rti Medical systems Italia di Milano, Infoteam, abruzzese, Iasi e Idea, la Exprivia di Molfetta in provincia di Bari, e la Fujifilm Healthcare Italia di Segrate (Milano).

Il 12 maggio è stata nominata al commissione di gara, tramite sorteggio, dopo che il rup aveva richiesto ad ogni ASL della Regione Abruzzo di indicare almeno due nominativi (dirigenti medici radiologi) esperti nel settore della gara di appalto in oggetto.

Commissione così composta: Sandro Severini, Asl Pescara nel ruolo di presidente, Laura Conti, Asl Teramo e e Andrea Delli Pizzi, Asl Chieti, con componenti supplenti Vincenzo Palatino, Asl L’Aquila, Maria Paola Di Bartolomeo, Asl Teramo e Pierpaolo Palumbo, Asl L’Aquila.

Considerando l’iter di valutazione delle offerte, che hanno un alto grado di complessità, e la successiva verifica dei requisiti di legge dell’aggiudicatario, il provvedimento di aggiudicazione è atteso entro dicembre prossimo.

L’appalto sarà aggiudicato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, mentre per il punteggio tecnico peserà in modo decisivo “la capacità di integrare e migrare i dati storici delle quattro Asl abruzzesi senza interruzioni di servizio”, lo “standard di cybersecurity e compliance con la sanità digitale e il Fascicolo sanitario elettronico”, “l’efficienza e capillarità della rete di assistenza e presidio tecnico locale”.

Il tutto in una regione alle prese con le azioni tese a contrastare il milionario debito della sanità, per il 2025 diminuito da 103 a 73 milioni di euro, grazie ai tagli e risparmi imposti dal Piano operativo concordato con il Tavolo interministeriale di controllo, con cui è in atto una serrata interlocuzione.

Il progetto che coinvolge le quattro aziende sanitarie è destinato ad assumere una importanza ancora maggiore, in particolare per il miglioramento dei servizi, tenuto conto da quattro sistemi se ne avrà uno solo regionale, con la centralizzazione dei dati e questo determinerà un risparmio anche ai fini della progressiva riduzione del deficit, che andrà azzerato in base al cronoprogramma del Piano operativo nel 2029.

In tal senso, diventa determinante l’azione di controllo e di pungolo del dipartimento sanità guidato dal direttore, Camillo Odio, tra l’altro molto competente in materia, alla luce del non trascendentale ritmo che le Asl riescono a dare all’attività sanitaria, soprattutto a quelle innovative. Centrale dunque al di là dei sofware sarà la capacità di cavalcare l’innovazione tecnologica da parte dei dg Paolo Costanzi per la Asl provinciale dell’Aquila, Mauro Palmieri per la Asl provinciale di Chieti, Vero Michitelli per la Asl di Pescara e Maurizio Di Giosia per la Asl di Teramo, e nel ruolo di programmazione e coordinamento da parte di Maurizio Brucchi, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale.

E a proposito di questa azione, la stessa si incrocia con il piano di digitalizzazione presentato a giugno dal presidente della Regione, Marco Marsilio, e dall’assessore alla Salute, Nicoletta Verì: si tratta del progetto Vendor Neutral Archive (Vna), un archivio regionale nel quale vengono conservati e resi disponibili i referti e le immagini diagnostiche prodotte dalle quattro Asl: radiografie, Tac, risonanze magnetiche e altri esami di diagnostica per immagini. Progetto ideato da Riccardo Urbani, tra i più grandi esperti di livello nazionale in innovazione tecnologica e cybersicurezza, chiamato già dal 2019 come super consulente dal presidente della Regione Abruzzo. Manager che si dato cento giorni per centrare questo obiettivo sul quale stanno lavorando, non si sa con quale lena, le solite aziende sanitarie. E l’obiettivo è sempre lo stesso, far le va sulla digitalizzazione e condivisione dei dati sanitari per migliorare il servizio, abbattere le liste di attesa e il deficit sanitario, con ingenti risparmi preventivati.

Nel capitolato tecnico del nuovo bando si spiega dunque che la fornitura richiesta si inquadra proprio nell’implementazione di Vna.

“La Regione Abruzzo si è già dotata di un Repository Multimediale Regionale (VNA) per l’archiviazione e per la gestione digitale di oggetti multimediali, integrato ai sistemi informativi ospedalieri e territoriali appartenenti ai singoli ES abruzzesi ed implementato tramite un’infrastruttura regionale, in grado di garantire la segregazione logica degli oggetti multimediali per ciascuna ASL di riferimento. Tale sistema garantisce la piena disponibilità on-line degli oggetti multimediali e permetterà, attraverso iniziative progettuali di futura implementazione, l’attivazione di servizi regionali al fine di rendere accessibili ai pazienti e ai cittadini i propri oggetti multimediali”.

Premesso questo, “l’obiettivo di questo nuovo intervento è quindi in linea con il completamento delle progettualità previste nel Piano per la Sanità Digitale 2021-2023 e riguarda l’implementazione di un RIS-PACS Unico Regionale”.

Infatti, ad oggi, “le quattro Asl della Regione Abruzzo dispongono di sistemi Ris Pacs con contratti in scadenza o in proroga (ad eccezione della ASL di Pescara, il cui contratto scadrà a luglio 2027); tali sistemi sono basati su architetture on premise, che permettono la gestione del flusso di lavoro internamente alla singola Asl, ma non consentono una condivisione dei dati paziente tra le varie Asl della Regione. Inoltre, un eventuale aggiornamento tecnologico delle soluzioni software attualmente in uso richiederebbe l’acquisizione di una nuova infrastruttura hardware e software per ospitarli. Tale evenienza suggerisce di intraprendere un percorso di migrazione verso una piattaforma unica regionale di Enterprise Imaging Radiologico Ris/Pacs, piuttosto che procedere all’acquisizione di singoli sistemi locali”.

Al termine dei cinque, o sette anni in caso di proroghe, recita il bando, sarà facoltà di ciascuna Asl quella di esercitare il diritto di prelazione sulla cessione dei beni (hardware e software) al costo forfetario di 100 euro per Asl e, nelle more dell’aggiudicazione del nuovo appalto regionale, sarà commissionato il solo affidamento dei servizi di assistenza tecnica ai beni ceduti ad un costo annuo non superiore al 10% del canone annuo offerto, oltre al costo della manodopera (presidio fisso), come da offerta economica.

Entrando ancor di più nel dettaglio tecnico, oggetto dell’appalto è la “fornitura di un Software Ris, di un Software Pac, al fine di poter gestire tutte le attività di Radiologia, Medicina Nucleare e Radioterapia e di poter archiviare tutte le immagini radiologiche provenienti dai dipartimenti di diagnostica per Immagini, Medicina Nucleare e Radioterapia di tutte le Asl Regionali, secondo le caratteristiche tecniche che saranno indicate nei successivi articoli; tutti i sistemi dovranno essere integrati con i sistemi informativi aziendali senza ulteriori aggravi di spesa”.

Con la precisazione che, “per garantire piena concorrenza e parità di condizioni per tutti gli operatori economici concorrenti, i costi di integrazione relativamente a tutti i sistemi di terze parti già presenti nella Asl e che devono o dovranno colloquiare con il Ris/Pacs sono a carico delle Asl”.

Inoltre è chiesta la fornitura di “workstation di refertazione, di masterizzatori di Dvd/Cd automatizzati, dei server, degli storage e di quanto altro necessario al funzionamento del sistema”.

Infine è richiesta la “fornitura di servizi di manutenzione per software, hardware full risk comprensivo di personale di presidio”.