Lunedì, 21 Settembre 2026 Molise

Intelligenza artificiale e condivisione delle competenze

A Termoli il primo laboratorio di FedirSegretari

Di Maria Concetta Giardina

Superare l’isolamento professionale che troppo spesso costringe i segretari comunali a lavorare soli nei propri enti è un obiettivo necessario e irrinunciabile. Condividere conoscenze, esperienze e soluzioni operative significa, infatti, rafforzare non soltanto i singoli professionisti, ma l’intera categoria.

È una sfida che FedirSegretari porta avanti con convinzione e che ieri, a Termoli, si è tradotta nel primo Laboratorio di Intelligenza Artificiale organizzato dal Dipartimento, grazie al contributo determinante dei colleghi Ruggero Tieghi, Marcello Pupillo e Luigi Fadda.

I lavori sono stati aperti dalla relazione del professor Rocco Oliveto, Direttore del Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università degli Studi del Molise, che ha ospitato l’iniziativa nella splendida sede universitaria di Termoli, affacciata sul mare. Il suo intervento ha offerto un inquadramento chiaro e consapevole delle potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma anche delle condizioni necessarie per utilizzarla correttamente nelle amministrazioni pubbliche. Il professore ci ha spinto a superare le diffidenze, facendoci riflettere sul fatto che l’IA « non sostituirà l’uomo, ma l’uomo che usa l’IA sostituirà chi non la usa».

Le esperienze presentate dai colleghi hanno proposto approcci diversi e complementari: dall’analisi e dalla revisione dei processi alla governance dell’IA nei piccoli comuni, dall’impiego degli agenti intelligenti nella quotidianità professionale alla costruzione di skill capaci di automatizzare le attività ricorrenti. Nel pomeriggio i partecipanti, riuniti in gruppi di lavoro, si sono misurati direttamente con strumenti e metodologie. Il confronto con la pratica ha reso evidente che l’adozione dell’intelligenza artificiale non è mai immediata né scontata: richiede metodo, tempo e una comprensione approfondita delle dinamiche che governano chat, skill, progetti e cowork. È proprio in questo passaggio, fatto di prove, difficoltà incontrate e soluzioni individuate insieme, che il laboratorio ha espresso il suo valore maggiore: gli ostacoli affrontati sono diventati occasione di apprendimento condiviso e hanno messo in luce le competenze e le domande su cui costruire i prossimi passi.

È emerso con chiarezza quanto l’intelligenza artificiale possa contribuire a migliorare la produttività e la capacità amministrativa dei comuni, se introdotta in modo ragionato, responsabile e consapevole.

Questa transizione, tuttavia, non può essere affidata a competenze informatiche esterne al mondo della pubblica amministrazione. La tecnologia deve essere governata partendo dai processi, dalle responsabilità, dalle regole e dalle esigenze reali degli enti. Proprio per questo il segretario comunale, per la sua conoscenza trasversale dell’organizzazione e per il ruolo di raccordo tra legalità, innovazione e funzionamento amministrativo, è chiamato ad assumere una funzione centrale.

L’intelligenza artificiale non sostituisce la professionalità: può ampliarla, liberando tempo dalle attività ripetitive e consentendo di concentrarsi maggiormente sulla programmazione, sul coordinamento, sulla qualità delle decisioni e sul servizio reso ai cittadini.

Ci auguriamo che il laboratorio di Termoli abbia contribuito a diffondere e consolidare questa consapevolezza e, soprattutto, a dimostrare che la condivisione delle esperienze è un autentico moltiplicatore di competenze e professionalità.

FedirSegretari ringrazia il professor Rocco Oliveto, Ruggero Tieghi, Marcello Pupillo e Luigi Fadda per la qualità e la generosità dei loro contributi, nonché Sara Mollichelli e Fabio Del Grande, che hanno seguito con grande cura tutti gli aspetti organizzativi dell’iniziativa.

Quella di Termoli non è stata soltanto una giornata di formazione: è stato l’avvio di un percorso di collaborazione, sperimentazione e crescita comune. Perché nessun segretario debba affrontare da solo le sfide del cambiamento e perché l’innovazione, quando nasce dalla condivisione, diventi patrimonio dell’intera categoria.

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