Lunedì, 21 Settembre 2026 AbruzzoPARCO COSTA TEATINA: SPUNTA PDL PER CANCELLARLOIL WWF AL MINISTERO, “ANDARE AVANTI, BASTA RITARDI”L’abrogazione della legge 93 del 2001, che ha istituito il Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina, in quanto il territorio “ha vissuto una trasformazione profonda, caratterizzata da uno sviluppo turistico-imprenditoriale strutturato e dal consolidamento di attività commerciali che rappresentano, ad oggi, il pilastro economico dell’intera area”. A chiederlo è un progetto di legge presentato dal deputato siciliano Francesco Gallo, esponente del partito Sud chiama Nord, fondato dall’ex sindaco di Messina, Cateno De Luca. Norma che ha come ispiratore il coordinatore regionale di Nord chiama Sud, Nino Di Fonzo, sindaco di Torino di Sangro, uno dei Comuni costieri che sarebbero inglobati nel Parco, di cui il primo cittadino è uno strenuo oppositore. Un’iniziativa che va nella direzione opposta rispetto alla sentenza del Tar di Pescara che, accogliendo il ricorso promosso dal Wwf Italia, ha sbloccato l’iter istitutivo del Parco nazionale della Costa teatina, rimasto nel limbo per oltre 20 anni. Il tribunale amministrativo ha disposto l’obbligo per il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di concludere la fase procedimentale con la delimitazione provvisoria del Parco, l’adozione delle misure di salvaguardia e la costituzione del soggetto di gestione provvisoria dell’area protetta. Se il ministero non dovesse provvedere entro il termine fissato dal giudice amministrativo, la sentenza dispone la nomina di un commissario ad acta. Ma sull’istituzione del Parco si è già acceso lo scontro, per i vincoli che saranno imposti al territorio, dove forti sono gli interessi economici e imprenditoriali, in particolare da parte di Confindustria e delle associazioni di categoria degli agricoltori. Aveva tuonato Di Fonzo già all’indomani della sentenza: “Siamo fermamente contrari all’istituzione del Parco della Costa Teatina, un’idea di Parco nata vent’anni fa oggi non ha più alcun senso: un Parco nazionale non può nascere in un territorio già fortemente antropizzato. Oggi il nostro ambiente è già ampiamente tutelato dalle normative vigenti e dal costante presidio della Guardia Costiera, della Forestale e degli enti locali. Imporre questo vincolo oggi non protegge la natura, ma crea solo un carrozzone burocratico e uno spreco di denaro pubblico che danneggia turismo, agricoltura e sviluppo locale”. Il Wwf boccia senza appello la proposta di legge di abrogazione, inviando una lettera al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dove il 16 settembre scorso tutti i sindaci dei 19 Comuni interessati sono stati convocati dal direttore generale Francesco Tomas. La posizione prevalente dei sindaci è quella di rivedere la perimetrazione proposta dall’Ispra, chiedendo di stralciare non solo le zone agricole, ma anche buona parte della fascia costiera. “Non esiste una contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo del territorio. La sfida è garantire uno sviluppo realmente compatibile con la conservazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico che costituisce la ragione stessa dell’istituzione del Parco”, si legge nella lettera firmata dal presidente del Wwf Italia Luciano Di Tizio, che esprime “apprezzamento per le attività finora svolte dal Ministero in esecuzione della sentenza e auspica che il procedimento possa ora giungere rapidamente a conclusione, senza ulteriori ritardi dopo oltre vent’anni di attesa”. “Dopo oltre vent’anni di attesa, la fase attuale deve rappresentare il momento conclusivo del percorso che porterà all’istituzione del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina e non l’avvio di un nuovo procedimento destinato a rinviare ancora una volta decisioni ormai non più procrastinabili”, conclude Di Tizio, ribadendo che il Wwf Italia e le sue realtà regionali e locali continueranno a seguire attentamente l’esecuzione della sentenza e l’adozione degli atti conseguenti. Il Wwf chiede innanzitutto “che la fase attualmente in corso resti coerente con quanto stabilito dal Tar e con le disposizioni della legge quadro sulle aree protette, evitando che il confronto con gli enti territoriali si trasformi in una sostanziale riapertura dell’istruttoria già svolta nel corso degli anni. L’Associazione riconosce l’importanza del contributo di Regione e Comuni, ma sottolinea che eventuali modifiche significative alla proposta tecnica predisposta da Ispra dovrebbero essere supportate da solide motivazioni tecnico-scientifiche e non basarsi esclusivamente su valutazioni di opportunità politica o amministrativa. Particolare attenzione viene richiesta rispetto alle eventuali proposte di esclusione di porzioni di territorio dalla perimetrazione provvisoria del Parco”. Secondo il Wwf, “ad esclusione delle piccole rettifiche finalizzate ad armonizzare meglio il perimetro proposto, ogni richiesta di riduzione del territorio del Parco è in questo momento inaccettabile e dovrebbe essere sottoposta a una rigorosa verifica tecnico-scientifica per accertare che non vengano compromessi habitat, specie, ecosistemi costieri, sistemi dunali e connessioni ecologiche fondamentali per l’integrità dell’area protetta”. Nella lettera il Wwf richiama inoltre “la funzione essenziale delle misure di salvaguardia previste dalla legge n. 394/1991, ricordando che esse hanno lo scopo di evitare trasformazioni del territorio che possano compromettere i valori naturalistici e paesaggistici che il Parco è chiamato a proteggere. Per questo motivo va evitata l’introduzione di deroghe o modifiche che possano indebolire l’efficacia delle misure di tutela durante la fase transitoria precedente all’istituzione definitiva del Parco. Occorre prestare particolare cautela rispetto a richieste che incidano sulla pianificazione urbanistica, sulle attività edilizie, sulle infrastrutture, sulle opere costiere, sulle attività estrattive o su altre trasformazioni permanenti del territorio che potrebbero compromettere irreversibilmente il patrimonio naturale dell’area. |
