Domenica, 20 Settembre 2026 Vasto

'Urna di San Fortunato Martire, 300 anni dopo, accolta a Vasto

Presenza nella Chiesa di Santa Maria Maggiore nel ricordo del dono dei d'Avalos a Serracapriola che avvenne nel 1726

Arrivo a Vasto, nella mattinata di domenica 20 settembre, dell'Urna di San Fortunato Martire nell'ambito del Pellegrinaggio a ricordo dei 300 anni del dono dei d'Avalos a Serracapriola.
In piazza Rossetti l'accoglienza, alla presenza, tra gli altri, del parroco di Santa Maria Maggiore, Don Domenico Spagnoli con una rappresentanza della Confraternita della Sacra Spina e Gonfalone, del sindaco di Serracapriola Michele Leombruno, in passato in servizio al locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, e dell'assessore alla Cultura di Vasto Nicola Della Gatta,
L'Urna di San Fortunato, in processione, è stata portata a spalla dai suoi Portatori, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.
 
“Un incontro - spiegano gli organizzatori di questo appuntamento - che va oltre i confini di un paese: due comunità che si incontrano, si accolgono e camminano insieme nella fede, nel segno di un Santo che continua a unire, proprio come ha fatto lungo tutto il suo cammino. Oggi San Fortunato non è soltanto in viaggio. È un ponte tra comunità, tra tradizioni e tra cuori. Che questa splendida giornata sia l’inizio di un pellegrinaggio ricco di emozioni, preghiera e condivisione. Buon cammino, San Fortunato”.
 
A seguire la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Vescovo di San Severo, Mons. Giuseppe Mengoli.
Il programma di questa iniziativa prevede, nel pomeriggio, la visita a Palazzo d'Avalos e la successiva ripartenza dell'Urna da Vasto in direzione di Termoli, tappa intermedia del percorso commemorativo che ripercorre lo storico itinerario del 1726

Ma ecco cosa raccontano i libri di storia sulla presenza delle ossa di San Fortunato a Vasto.

Il legame tra Vasto e Serracapriola nel segno di San Fortunato Martire. La storia racconta che nel lontano 1726, per la precisione il 20 di settembre, il Marchese don Cesare Michelangelo d’Avalos donò alla cittadina pugliese i resti mortali di San Fortunato Martire. I d’Avalos erano i signori feudali di Serracapriola esercitando un enorme potere anche in quella parte del tavoliere della Puglia.

Le cronache dell’epoca ricordano che per volontà del Pontefice Innocenzo XI, il corpo di San Fortunato venne rimosso dalle catacombe ponziane nel 1687. Il 5 marzo dello stesso anno le reliquie vennero donate al Cardinale Fortunato Carafa. Questi, il 19 aprile del 1687, le destinò al nipote Carlo, signore del Principato siciliano di Butera e Roccella. Il 20 gennaio del 1697 i resti mortali del santo erano in possesso dell’eccellentissimo Federico, un discendente Carafa. Proprio per successione Carafa (1704), dalla provincia nissena l’urna del marire arrivò in terra d’Abruzzo. Ad ereditarla fu il secondo genito di Diego e di Francesca Carafa, cesare Michelangelo d’Avalos, marchese di Vasto e Signore Feudale di Serracapriola.

Nell’intento di prodigarsi per il “maggior bene spirituale e temporale” della sua terra e dare ai serrani il santo protettore “scelto da Dio”, cesare Michelangelo d’Avalos destinò il corpo del martire alla Chiesa di Santa Maria in Silvys. Il relativo provvedimento di assegnazione venne firmato a Vasto il 25 agosto del 1726. E da Vasto le reliquie di San Fortunato, adagiate in una lettiga adorna di fiori, partirono alla volta di Serracapriola il 20 settembre del 1726. La devozione dei serrani nei confronti di San Fortunato crebbe al punto che il martire il 25 aprile del 1761 fu proclamato patrono “minus principalis” di Serracapriola.