Domenica, 20 Settembre 2026 Vastese

Val di Sangro Expo, le infrastrutture al centro del confronto

Un confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale e della progettazione

Quali infrastrutture servono alla Val di Sangro e all’Abruzzo per sostenere la crescita industriale, rafforzare la competitività delle imprese e attrarre investimenti? E’ stata la domanda che ha dato vita al convegno “Quali infrastrutture per la Val di Sangro e l’Abruzzo”, ospitato ad Atessa nell’ambito della terza giornata di Val di Sangro Expo 2026.

Un confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale e della progettazione e che ha fissato un punto chiave: le infrastrutture non possono essere considerate soltanto opere da realizzare, ma una condizione strutturale per lo sviluppo economico e produttivo.

Ad aprire il confronto è stato il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, che ha ricordato il filo conduttore delle giornate di Expo: dall’analisi degli scenari internazionali al cambiamento climatico, fino al futuro dell’automotive, con l’obiettivo di fare della rassegna non soltanto una vetrina per le imprese, ma sempre più un luogo di incontro, confronto e costruzione di idee e proposte.

“Se vogliamo favorire lo sviluppo – ha sottolineato Borrelli – non possiamo addossare tutto sulle imprese. La politica deve fare la sua parte e il ruolo del Governo, della Regione e delle istituzioni è fondamentale”.

Il primo cittadino ha richiamato anche il rapporto storico tra infrastrutture e sviluppo industriale della Val di Sangro, ricordando gli impegni più volte sollecitati dalle aziende e le opere ancora incomplete o insufficienti. Tra esse, il completamento della statale 652 Fondovalle Sangro, il potenziamento dei collegamenti verso il Tirreno e le infrastrutture necessarie a rendere più competitiva la logistica dell’area.

Un riferimento è stato fatto anche al Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) proposto durante il periodo Covid dall’amministrazione comunale di Atessa e da altri 22 Comuni per rafforzare le infrastrutture della Val di Sangro, progetto che aveva incontrato il consenso del Governo dell’epoca ma che non ha poi trovato compimento.

Marone: “La 652 è strategica, completamento al 31 maggio 2027”

In collegamento da Pontida è intervenuto Michele Marone, assessore alle Infrastrutture della Regione Molise e consulente giuridico del ministro Matteo Salvini.

Egli ha posto l’accento sulla Fondovalle Sangro, definendola un’arteria fondamentale per collegare la dorsale appenninica con l’Adriatico e il Tirreno. Ha ricordato “le vicissitudini che hanno rallentato negli anni la realizzazione dell’opera, compresi i problemi incontrati nei lavori tra Quadri, Pizzoferrato, Gamberale, Sant’Angelo del Pesco e Castel del Giudice: tra essi le sacche di metano che hanno prima rallentato poi bloccato il cantiere.  Il suo completamento è fissato al 31 maggio 2027”.

Tra gli interventi indicati, il ponte sul Trigno, crollato il 2 aprile scorso a causa del maltempo e per il quale sono stati indicati tempi di realizzazione di circa 15 mesi

Marone ha inoltre parlato del progetto di collegamento Tirreno-Adriatico A1-A14 (San Vittore-Termoli), del valore di circa 654 milioni di euro, già esaminato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, auspicando che possa essere inserito nei prossimi mesi nel contratto di programma.

Altro capitolo, la manutenzione della viabilità provinciale. “Non possiamo lasciare le province senza risorse”, ha evidenziato, indicando “la necessità di riportare molte strade nella gestione statale e di garantire finanziamenti adeguati ad Anas per la manutenzione”. 

D’Alfonso: “La manutenzione non è figlia di un dio minore”

In collegamento da Novi Ligure è intervenuto il deputato Luciano D’Alfonso, che ha richiamato l’attenzione sulla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio infrastrutturale.

“La manutenzione non deve essere considerata figlia di un dio minore”, ha rimarcato, “essa non risulta appetibile perché non porta a tagli del nastro. La qualità delle infrastrutture dipende anche dalla capacità di mantenerle efficienti nel tempo”.

Ha inoltre indicato alcune direttrici di sviluppo per la Val di Sangro: la candidatura dell’area a Zona logistica semplificata, il potenziamento della copertura digitale e la possibilità di realizzare un data center sul territorio. 

Sigismondi: “La politica deve mettere nelle condizioni chi vuole investire”

Il senatore Etel Sigismondi ha affrontato il tema dei ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche, ricordando il peso di finanziamenti parziali, ricorsi, contenziosi e procedure autorizzative che possono allungare considerevolmente i tempi. “E – ha spiegato – questo Governo di situazioni simili ne ha trovate, eccome… Tra esse la Fondovalle Sangro. Ero piccolo quando la strada finiva a Quadri – ha ricordato – ora vado verso la pensione e ancora non è finita”.

Honda: “La logistica è una priorità”

Marcello Vinciguerra, direttore dello stabilimento Honda Italia di Atessa, ha portato al dibattito il punto di vista concreto di una grande azienda manifatturiera internazionale.

“Honda Italia  – ha esordito – ha dato la scintilla alla Val di Sangro, dove è presente da 55 anni e oggi lo stabilimento di Atessa produce fino a 150 mila moto all’anno, circa 650 al giorno, e conta circa 1.100 lavoratori”.

“In un mercato europeo sempre più competitivo, anche per la crescente presenza dei produttori cinesi, la qualità delle persone, la capacità produttiva e la rapidità nel rispondere alle richieste del mercato rappresentano elementi decisivi”, ha fatto rpesente.

Ma la “logistica è una delle priorità sulle quali intervenire”.

Il direttore Honda ha spiegato che l’azienda, tramite ferrovia, tramite la Sangritana, arriva a Trieste, dove possono attraccare navi cargo. In Abruzzo non ci sono scali marittimi per queste grandi navi. Da qui la necessità anche di un hub logistico funzionale nell’area di Saletti, capace di collegare il sistema produttivo locale alle grandi reti internazionali. “Un’esigenza già evidenziata da tempo insieme con Stellantis”.

Sgambati: “Un patrimonio infrastrutturale ricco, ma vecchio”

Umberto Sgambati, amministratore delegato di PROGER: “Il patrimonio infrastrutturale abruzzese è ricco, ma anche vecchio e ha bisogno di tanta manutenzione”, ha osservato, ricordando che la sola provincia di Chieti dispone di circa 1.650 chilometri di strade, con problemi legati al dissesto e agli smottamenti. Non bisogna quindi pensare soltanto alle nuove opere, ma anche alla conservazione e alla manutenzione di quelle esistenti”.