Sabato, 19 Settembre 2026 VastoL'urna con le reliquie di San Fortunato Martire dopo 300 anni tornano a VastoAccolte in piazza Rossetti, esposte alla venerazione dei fedeli in S.Maria MaggioreDomenica 20 settembre l'urna con le reliquie di San Fortunato Martire (compatrono di Serracapriola) farà ritorno a Vasto in occasione del tricentenario della loro prima traslazione avvenuta nel 1726 per mano del Marchese Cesare Michelangelo d'Avalos. Ore 07:45 – Partenza del pellegrinaggio da Serracapriola. Ore 09:15 – Arrivo a Vasto in Piazza Rossetti e accoglienza solenne dell'urna del Santo. A seguire – Processione verso la Chiesa di Santa Maria Maggiore, dove le reliquie sosteranno per la mattinata e Santa Messa celebrata da Mons. Giuseppe Mengoli, Vescovo di San Severo Nel pomeriggio, dopo una visita a Palazzo d'Avalos, ripartenza dell'urna da Vasto in direzione di Termoli, tappa intermedia del percorso commemorativo che ripercorre lo storico itinerario del 1726 Ma ecco cosa raccontano i libri di storia sulla presenza delle ossa di San Fortunato a Vasto. Il legame tra Vasto e Serracapriola nel segno di San Fortunato Martire. La storia racconta che nel lontano 1726, per la precisione il 20 di settembre, il Marchese don Cesare Michelangelo d’Avalos donò alla cittadina pugliese i resti mortali di San Fortunato Martire. I d’Avalos erano i signori feudali di Serracapriola esercitando un enorme potere anche in quella parte del tavoliere della Puglia. Le cronache dell’epoca ricordano che per volontà del Pontefice Innocenzo XI, il corpo di San Fortunato venne rimosso dalle catacombe ponziane nel 1687. Il 5 marzo dello stesso anno le reliquie vennero donate al Cardinale Fortunato Carafa. Questi, il 19 aprile del 1687, le destinò al nipote Carlo, signore del Principato siciliano di Butera e Roccella. Il 20 gennaio del 1697 i resti mortali del santo erano in possesso dell’eccellentissimo Federico, un discendente Carafa. Proprio per successione Carafa (1704), dalla provincia nissena l’urna del marire arrivò in terra d’Abruzzo. Ad ereditarla fu il secondo genito di Diego e di Francesca Carafa, cesare Michelangelo d’Avalos, marchese di Vasto e Signore Feudale di Serracapriola. Nell’intento di prodigarsi per il “maggior bene spirituale e temporale” della sua terra e dare ai serrani il santo protettore “scelto da Dio”, cesare Michelangelo d’Avalos destinò il corpo del martire alla Chiesa di Santa Maria in Silvys. Il relativo provvedimento di assegnazione venne firmato a Vasto il 25 agosto del 1726. E da Vasto le reliquie di San Fortunato, adagiate in una lettiga adorna di fiori, partirono alla volta di Serracapriola il 20 settembre del 1726. La devozione dei serrani nei confronti di San Fortunato crebbe al punto che il martire il 25 aprile del 1761 fu proclamato patrono “minus principalis” di Serracapriola. |
