Martedì, 15 Settembre 2026 Abruzzo

“CASE COMUNITÀ NON BASTANO, SANITÀ RESTA LONTANA”

PICCOLI, SINDACO DI MONTENERODOMO, “PRONTO SOCCORSO NEI COMUNI MONTANI”

“Si parla molto, e a ragione, di sanità del territorio, ma qui, negli anni, i distretti sanitari sono stati tutti penalizzati. Non abbiamo più nessuno specialista. La Casa di Comunità di Casoli è a 40 minuti di distanza, percorrendo una strada molto problematica, mentre l’ospedale di Lanciano è a oltre un’ora. Il nostro medico di base ha più di 70 anni, è rimasto in servizio, ma a breve andrà in pensione”.

L’amara constatazione è di Angelo Piccoli, sindaco di Montenerodomo, comune in provincia di Chieti, a mille metri di altezza, nella Maiella orientale, celebre per l’area archeologica di Juvanum.

Uno dei tanti centri delle aree montane che vive il problema, di non facile soluzione, della disponibilità di servizi sanitari di prossimità, fondamentali per le persone anziane e anche per contrastare lo spopolamento.

Passi in avanti in Abruzzo se ne sono fatti, grazie ai milioni del PNRR che hanno consentito di realizzare 42 Case della Comunità, di cui 15 in provincia di Chieti, strutture sanitarie di prossimità del Servizio sanitario nazionale che offrono assistenza di base e servizi sociosanitari integrati. Sono nate per rafforzare la medicina del territorio ed evitare il ricorso inappropriato agli ospedali e ai pronto soccorso.

Ma questo, per centri montani come Montenerodomo, non può bastare alla prova dei fatti.

“Se qualcuno si sente male, possiamo disporre di un servizio di 118 che parte però senza medico a bordo, ma solo con autista e infermiere, e il paziente deve essere portato a Lanciano, Casoli o anche Castel di Sangro. E, ripeto, le strade sono quelle che sono: strade di montagna, non certo a scorrimento veloce. Di fatto, in caso di emergenza-urgenza, il punto di riferimento resta il pronto soccorso dell’ospedale di Lanciano, a 49 chilometri da qui”.

Per il sindaco, dunque, sarebbe importante insediare sul territorio, a Montenerodomo o nei comuni vicini, come Gessopalena, Colledimacine e Pennadomo, un distretto sanitario che svolga anche la funzione di pronto soccorso, almeno per gli interventi meno gravi, con il vantaggio, tra l’altro, di alleggerire la pressione su Lanciano.

Prosegue il sindaco: «Va anche considerato che qui le persone sono in prevalenza anziane e gli spostamenti per loro sono problematici. Si potrebbe pensare, con la logica del distretto, a controlli medici settimanali, non tutti i giorni, in uno dei comuni che ho citato: una settimana viene il cardiologo, una settimana il ginecologo, una settimana l’urologo. Sarebbe un grande vantaggio, anche per la prevenzione».

Infine, il sindaco rimpiange il vecchio ospedale di Casoli, ora diventato Casa della Comunità.

“Presidio importante, per carità, per varie visite mediche, ma non si fanno più i prelievi e, da quello che so, hanno tolto anche il servizio notturno. Non è più, insomma, un punto di riferimento come lo era il vecchio ospedale”.

Conclude il sindaco: “Noi abbiamo in questi anni messo in campo tante iniziative per rivitalizzare l’economia del territorio, puntando su agricoltura, turismo e cultura, ma senza un servizio sanitario davvero accessibile e di prossimità diventa ancora più ardua la sfida di ripopolare le montagne ed evitare che, in particolare, le giovani famiglie vadano via. Siamo pochi, certo, ma il diritto alla salute deve essere garantito ovunque ed è sancito dalla Costituzione”.

Filippo Tronca

Abruzzoweb