Giovedì, 10 Settembre 2026 Vastese

Partecipata fiaccolata a Fossacesia Marina per ricordare Diomede Barchiesi

La moglie dice: "La Giustizia faccia il suo corso"

Un corteo silenzioso alla luce delle fiaccole per non dimenticare il buio in cui la violenza ci fa sprofondare. Ieri sera, a un mese dal tragico episodio del 9 agosto, familiari, amici e istituzioni si sono ritrovati sul lungomare di Fossacesia per ricordare Diomede Barchiesi, il papà cinquantenne ucciso da un pugno sferrato da un diciottenne.

Circa 250 i partecipanti alla fiaccolata organizzata dagli amici bikers di Diomede, che non si sono fatti fermare dal temporale che in serata si è abbattuto anche su Fossacesia. Presenti la moglie Anna Maria Di Caro con i figli Manuel, Samuel e Allegra, i genitori e i suoceri di Barchiesi, l'avvocato di famiglia, Maria Chiara De Fidelibus con i soci dell'Associazione campeggiatori di Lanciano, di cui Diomede faceva parte, i sindaci di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e di Altino (paese di origine di Diomede), Vincenzo Muratelli, il consigliere regionale Francesco Taglieri.

Il raduno avviene davanti alla chiesa Maria Santissima Stella del Mare, dove il parroco, don Leo Rosa, apre la commemorazione con un momento di preghiera: “Preghiamo per Diomede, vogliamo che il dolore che sentiamo nel cuore possa trasformarsi in qualcosa di buono, di positivo, in un impegno comune”. 

I primi a provarci sono gli amici con questa fiaccolata. “Dopo l'accaduto ci siamo guardati negli occhi e ci siamo sentiti in dovere di non rimanere spettatori passivi di una tragedia così grande – dice Andrea Mascitti, uno degli organizzatori - I se e i ma non ci ridaranno Diomede, nulla è irreversibile di quanto accaduto. Ma quei se e quei ma devono insegnarci e fare da monito, farci riflettere sulle troppe cose che potevano essere diverse. Questo il senso di quell'impegno sociale a cui ci siamo sentiti chiamati in quanto genitori, educatori e custodi dei nostri figli. Noi che ragazzi lo siamo già stati, con le nostre esperienze possiamo sensibilizzare i ragazzi al prezioso valore della vita, avvertirli sulle insidie nascoste. Se rincasare prima, che la stanchezza prende il sopravvento sulla razionalità, potrebbe essere una soluzione per godervi al meglio il giorno successivo, pensateci ragazzi”.