Domenica, 6 Settembre 2026 AbruzzoA Roma emendamento di Fratelli d'Italia "Pro Biondi"Le dimissioni dei Sindaci solo dopo l'O.K. alla candidaturaTra gli oltre 600 emendamenti alla proposta di legge elettorale che arriveranno al vaglio della Commissione Affari costituzionali del Senato lunedì prossimo, in vista dell’approdo in aula previsto il 9 settembre, ne spunta uno che riguarda da vicino anche L’Aquila e il sindaco di Fdi Pierluigi Biondi, responsabile enti locali del partito. È quello presentato dal senatore e segretario regionale abruzzese di Fdi, Etel Sigismondi, e prevede che i sindaci dei comuni sopra i 20mila abitanti, cessino dal loro incarico al momento della formale accettazione della candidatura alle Politiche, ovvero non più di 35 giorni prima rispetto alla data del voto, e non come ora 180 giorni prima del voto a scadenza naturale, o oltre due mesi prima prima le elezioni anticipate. Una norma, scrive il quotidiano Il Messaggero, “pensata per favorire la discesa in campo del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi”, che per la legge dell’incompatibilità dovrà restituire la fascia tricolore, e nel suo caso anche da presidente regionale dell’Associazione nazionale dei comuni italiani. In realtà la modifica chiesta a gran voce da tanti sindaci in tutta Italia pronti a candidarsi. Di fatto, comunque, questa norma vengono tolte in buona parte le castagne dal fuoco al centrodestra aquilano, accorciando la durata del commissariamento, dopo le dimissioni del primo cittadino, in vista delle elezioni comunali del giugno dell’anno prossimo, in caso di elezioni politiche anticipate ad aprile, cancellando del tutto l’ipotesi del commissariamento se si voterà in autunno, alla scadenza naturale della legislatura. L’emendamento si prevede che avrà il via libera con l’imprimatur del governo di Giorgia Meloni. In Commissione Affari costituzionali, di cui è presidente il meloniano Andrea De Priamo, da quanto si apprende, a rappresentare Fdi, in sostituzione di colleghi assenti, sarà il senatore aquilano Guido Liris, capogruppo alla Commissione Bilancio. Emendamento a firma come detto dal coordinatore regionale Sigismondi, tra l’altro marito dell’assessore regionale al Turismo Ersilia lancia, tra le aspiranti alla candidatura a sindaco il prossimo anno, anche se la previsione era quella di schierare lo stesso Liris, ex vice sindaco proprio di Biondi, in un momento in cui tra i due il rapporto è ai minimi storici. Liris però, legittimamente, vuole rimanere in parlamento, dicendosi non interessato alla poltrona di sindaco della sua città. Un emendamento su cui per ora non si pronunciano le forze di opposizione aquilane, per la verità troppo tenere con il sindaco, per molti impalpabili. Un emendamento che parimenti conferma la forza del primo cittadino a Roma, in virtù dell’amicizia nata nella militanza giovanile con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, e per l’autorevolezza e prestigio che, al di là di questo, gli vengono riconosciute come dirigente nazionale del partito, e primo sindaco di Fdi di un capoluogo di La sorella Arianna Meloni, capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di Fdi, vogliono i rumors, è invece più vicina a Liris, anche lui cresciuto in Parlamento in termini di stima e autorevolezza. Veniamo dunque al dettaglio della modifica della legge elettorale: con la norma attuale Biondi, dato per sicuro candidato, in caso di elezioni anticipate all’11 aprile – l’ipotesi è ancora in campo -, dovrà dimettersi da sindaco a fine gennaio, ovvero massimo 7 giorni dopo l’indizione delle elezioni da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indizioni che devono arrivare 70 giorni prima della data decisa per il voto. Ipotesi però quella del voto ad aprile, che sta tramontando vista l’opposizione strenua della Lega, che di elezioni anticipate non ne vuol sapere, come pure fa resistenze Forza Italia. Se così dovesse essere, comunque, all’Aquila arriverebbe un commissario per circa quattro mesi, proprio nella volata finale della seconda legislatura del centrodestra, in piena campagna elettorale, offrendo sul piatto d’argento al centrosinistra l’argomento della “fuga del sindaco”, del “carrierismo”, della “città abbandonata”. Con gli assessori e i consiglieri che dovranno tornare a casa, i primi rinunciando a buoni stipendi. Invece, con questo emendamento, Biondi potrà dimettersi 35 giorni prima dell’eventuale voto anticipato, la tempistica della formale accettazione della candidatura con la presentazione delle liste, ovvero il 6 marzo, con la durata del commissariamento ridotta di un mese, rispetto allo scenario precedente. Ancor meglio se si andrà a votare alla scadenza naturale della legislatura, iniziata il 13 ottobre 2022: con la norma attuale il termine prudenziale delle dimissioni per Biondi dovrebbe essere intorno al 16 aprile 2027, due mesi prima dalle Comunali dell’Aquila, con la nuova norma potrà tranquillamente restare in carica fino al’ultimo giorno, del suo secondo e ultimo mandato, in prima linea in campagna elettorale, scongiurando il deleterio commissariamento, formalizzando la sua candidatura comodamente dopo il voto aquilano, 35 giorni prima delle elezioni autunnali. . |
