Mercoledì, 26 Agosto 2026 Abruzzo

“No il Collegio unico", Di Pangrazio contro Marsilio

"Avezzano contraria, penalizza le aree interne”

“Posso assicurare che al Comune di Avezzano, nella mia maggioranza e non solo, a prevalere nettamente è la contrarietà all’ipotesi di collegio unico regionale nella nuova legge elettorale, e ad essere contrario è anche il sottoscritto, perché semmai servirebbero due collegi, uno per le aree interne, uno per l’area costiera”.

Se da una parte il presidente Marco Marsilio, di Fdi, prova a tirare dritto per imporre anche alla sua recalcitrante maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo la nuova legge elettorale che ha come punto qualificante il collegio unico regionale al posto dei quattro provinciali, si moltiplicano le voci dissenzienti da parte di amministratori di ogni schieramento.  Espressione proprio di quelle aree interne che, questo l’argomento forte contro il collegio unico potranno essere ridimensionati termini di rappresentanza rispetto all’area costiera che ha un numero ben maggiore di cittadini elettori.

E questa volta a prendere posizione, interpellato da Abruzzoweb, è il sindaco civico di Avezzano Gianni Di Pangrazio, rieletto a maggio con il 67,7% delle preferenze, e quello che più conta, ancora una volta a capo di una coalizione civica a cui hanno aderito esponenti politici di tutti gli schieramenti ed anche partiti normalmente nella maggioranza di centrodestra come Lega ed Udc. Prima di lui del resto aveva preso posizione anche Antonio Del Boccio, assessore comunale all’Urbanistica proprio della Lega.

E pensare che ancor prima, in vista delle elezioni di Avezzano, Di Pangrazio aveva interloquito con il centrodestra per essere lui il candidato sindaco della coalizione, poi ha cambiato idea, vista l’impraticabilità delle ipotesi, puntando ancora una volta con successo sul civismo, sfilando ai partiti i migliori candidati,  ed ora svetta come uno dei maggiori oppositori dell’ente regionale.

Sul collegio unico scende dunque ora in campo anche il sindaco di Avezzano, che ha da poco lanciato l’idea della “quinta provincia”, intesa come un coordinamento forte degli amministratori delle aree interne di tutto l’Abruzzo, come forza propulsiva per condividere proposte legislative, azioni di sviluppo, strategie di lungo termine e per fare pressione sulla Regione Abruzzo.

Contrario anche il consigliere regionale di maggioranza Gianpaolo Lugini,  ex vicesindaco della vicina Carsoli, eletto alle regionali del 2024 con la lista Marsilio presidente, firmatario assieme a Maria Assunta Rossi, di Fratelli d’Italia, Paolo Gatti e Francesco Prospero di FdI, Carla Mannetti della Lega di una lettera che chiedeva a Marsilio modifiche alla legge elettorale.

“Il collegio unico va nella direzione opposta – commenta dunque Di Pangrazio -. È evidente che alle elezioni regionali risulterebbero enormemente avvantaggiati i candidati espressione di quell’unico territorio costiero che da Tortoreto arriva a San Salvo e dove risiede la stragrande maggioranza della popolazione abruzzese e dunque degli elettori”.

Di Pangrazio tiene poi a precisare,  “non è che voglio togliere qualcosa alle città costiere, ma l’Abruzzo ha bisogno di superare il gap rappresentato dai problemi che hanno le aree interne. Non a caso sulla costa non ci sono micro-comuni, superano tutti i 1o-2o.000 abitanti. Nell‘Aquilano e nel Teramano ci sono invece quelli che chiamo ‘comuni polvere’ con pochissimi abitanti e allora su questo dobbiamo concentrarci, su questo dobbiamo fare squadre e soprattutto tutelare veramente in maniera forte le aree interne”.

Dunque chiude il ragionamento il sindaco, “si potrebbe pensare casomai a due collegi elettorali uno per la costa, ed uno per le aree interne, che sono una zona molto più ampia geograficamente, più complessa, più difficile da amministrare e a cui erogare i servizi, si pensi solo alla sanità e ai trasporti”.