Sabato, 22 Agosto 2026 ChietiSopralluogo del Sindaco negli ipogei con i tecniciAllo studio un progetto di valorizzazione turisticaUn viaggio nel cuore nascosto della città per trasformare un’eredità archeologica di inestimabile valore in un’attrattiva turistica permanente. Nel pomeriggio di ieri, il Sindaco di Chieti Giovanni Legnini, insieme agli Assessori ai Lavori Pubblici Luigi Febo e al Turismo Chiara Zappalorto, ha effettuato un sopralluogo in alcuni dei più suggestivi ipogei del centro storico. All’iniziativa ha preso parte una delegazione di esperti tecnici, ingegneri e geologi di rilievo nazionale provenienti da diverse realtà d’Italia, affidati alla guida competente dell’archeologo Serafino Lorenzo Ferreri in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Chieti diretta dalla Soprintendente Chiara Delpino, con la preziosa assistenza operativa dello Speleo Club Chieti per l’accesso in sicurezza negli ipogei. L’esplorazione si è concentrata su due dei siti più rappresentativi dell’articolata rete sotterranea cittadina: L’Ipogeo di Via Gizzi: Situato nell’area sottostante via Marco Vezio Marcello e pertinente a Palazzo Olivieri, un maestoso complesso idrico di epoca romana impermeabilizzato in opus signinum (cocciopesto). La struttura presenta una forte presenza d’acqua di falda, elemento caratteristico del sottosuolo teatino, che richiede uno studio tecnico mirato per il convogliamento e l’accesso. L’Ipogeo di Palazzo de’ Mayo e la Via Tecta: un reticolo di cunicoli e gallerie che corre sin sotto il Corso Marrucino, in gran parte già recuperato e restaurato, capace di mostrare la stratificazione storica della città tra epoca romana, rinascimentale e ottocentesca. Nel corso della ricognizione, l’archeologo Serafino Lorenzo Ferreri ha illustrato il quadro storico e cartografico del sottosuolo cittadino, ricordando come fin dalla fine dell’Ottocento, con le storiche relazioni dell’erudito Vincenzo Zecca e del celebre architetto Tommaso Antonio Mammarella, Chieti avesse precorso i tempi nazionali nella mappatura del proprio patrimonio sotterraneo. Una rete che conta decine di cisterne, pozzi e percorsi di captazione idrica scavati nella placca arenacea della collina teatina. “Chieti custodisce nel suo sottosuolo un patrimonio prezioso e unico che per decenni è stato oggetto di interventi frammentari che necessitano di essere completati – così il sindaco Giovanni Legnini – . Ringrazio di cuore la Soprintendenza ABAP, il dottor Ferreri per la guida scientifica, lo Speleo Club Chieti per il supporto tecnico e i tanti illustri professionisti ed esperti che hanno voluto affiancarci in questa giornata per offrire il loro contributo di idee. La sfida che vogliamo affrontare come Amministrazione, insieme agli assessori Febo e Zappalorto, non riguarda soltanto il recupero fisico dei singoli ambienti, come quelli di Via Gizzi, di Palazzo de’ Mayo, di Porta Pescara o di Piazza Umberto I e piazza San Giustino, ma la costruzione di una vera e propria strategia di fruizione integrata. Si tratta di un percorso non semplice per la sicurezza e la fruibilità che richiede una forte sinergia con esperti e Ministero della Cultura”. “Dobbiamo tracciare una linea e munirci di una strategia, oltre che di risorse, e per questo lavoreremo con gli enti competenti, le associazioni e le professionalità necessarie per stabilire come superare le criticità che sono legate alla presenza dell’acqua e alla sicurezza degli accessi e delle strutture. L’obiettivo finale, che da decenni viene invocato da più parti, è di strutturare un circuito di visite guidate stabili e calendarizzate, in accordo con tutti i soggetti di tutela. Chieti deve potersi caratterizzare sempre di più come riferimento dell’archeologia e della storia sotterranea: rendere questi luoghi sicuri e accessibili ai cittadini e ai turisti significa sbloccare un potenziale di attrattività finora inespresso e dotare la città di un percorso culturale di livello internazionale”. |
