Martedì, 18 Agosto 2026 Abruzzo"Quinta provincia svolta vera per le aree interne"Di Pangrazio, “Voce dei Sindaci, adesioni nella Marsica"Una quinta provincia abruzzese, non intesa come entità territoriale ed istituzionale, che si aggiunga alle quattro esistenti, bensì una coordinamento forte e permanente dei sindaci dei paesi e città delle aree interne, di carattere rigorosamente civico, ed oltre gli steccati di partito, capace di assumere un protagonismo come laboratorio di idee, nella programmazione e nella produzione legislativa in primis della Regione Abruzzo. Nell’intervista ad Abruzzoweb, questa a grandi linee l’idea lanciata in una sorta di campagna di estate dal sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, riconfermato alle elezioni di maggio, con il 67% a capo della sua armata di liste civiche e bipartisan, a cui si sino aggiunti Lega ed Udc, che nella città marsicana hanno lasciato al loro destino il centrodestra che ha candidato senza grande fortuna l’ex questore Alessio Cesareo. Va anche sottolineato che Di Pangrazio è stato anche direttore generale della Provincia dell’Aquila, e come tanti è fortemente critico della riforma Delrio che ha demansionato le Province ad enti di secondo livello, con l’obiettivo finale di smantellarle, lasciandogli le sole deleghe a viabilità, edilizia scolastica e poco altro. “La quinta Provincia – spiega dunque Di Pangrazio – va considerata come un coordinamento permanente dei sindaci dei comuni delle aree intere d’Abruzzo che ha come compito quello di condividere politiche di sviluppo e finalizzate a contrastare lo spopolamento e la marginalità economica. Molti sindaci mi hanno già contattato e hanno una grande voglia di fare squadra insieme a tutti i Comuni dell’entroterra“. Sindaci dei piccoli comuni, ma anche delle città non costiere come la stessa Avezzano, L’Aquila, Teramo, Sulmona, ed anche Lanciano, che rappresenta l’ampio entroterra in provincia di Chieti. Ovviamente il campione del civismo abruzzese, tiene a sottolineare che “la quinta provincia non potrà avere un colore politico, ad essa devono aderite sindaci di tutti gli schieramenti, con l’unico scopo di portare benefici al proprio territorio, con idee concrete e utili”. La quinta provincia deve insomma essere un laboratorio legislativo per spingere la Regione Abruzzo “ad accogliere le varie proposte formulate, approvate anche con appositi odg, per dare ulteriore forza, nei singoli consigli comunali. Con un presidente nel ruolo di coordinatore, scelto dal tutte le amministrazioni che aderiranno. La capacità di programmazione di questa nuova entità entra in conflitto con la modalità di erogazione a pioggia dei fondi regionali, con la solita sfilza di emendamenti senza bando presentati da ciascun consigliere a favore di eventi, associazioni e micro interventi ad esclusivo beneficio dei rispettivi territori e riserve di caccia elettorali. “Comprendo perfettamente, ed è fisiologico, che ciascun consigliere debba prodigarsi per il territorio di cui è espressione dare risposte a chi ha contribuito alla sua elezione – commenta Di Pangrazio -, ma è anche vero che con questo metodo spesso si disperdono risorse in mille rivoli, senza una visione di insieme e con ben poca efficacia. La quinta provincia potrebbe essere il luogo dove concordare preventivamente l’utilizzo delle risorse per interventi più sostanziosi e strategici, penso ad esempio al sostegno dei giovani che vogliono aprire una attività, facendo leva anche sulla banca della terra, ovvero l’assegnazione di terreni abbandonati, penso a politiche del turismo di area vasta e meglio coordinate”.
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