Martedì, 18 Agosto 2026 AbruzzoScoperta anche a L'Aquila una casa a luci rosseDivieto di dimora per una cineseUn appartamento lungo la via Mausonia trasformato in una casa d’appuntamenti, donne cinesi fatte arrivare all’Aquila per lavorare come massaggiatrici e poi impegnate anche in prestazioni sessuali a pagamento, clienti gestiti attraverso applicazioni di messaggistica e gli incassi ritirati alla fine della giornata. È il quadro ricostruito dalla Squadra mobile dell’Aquila, secondo quanto riporta il Centro, in un’indagine partita nel 2024 e tornata d’attualità prima di Ferragosto, quando una delle donne coinvolte nell’inchiesta è stata rintracciata nuovamente in città e raggiunta da un provvedimento cautelare. La cittadina cinese, ascoltata dall’autorità giudiziaria, è stata individuata il 10 agosto dagli agenti mentre si trovava a bordo di un’auto che percorreva via Mausonia, proprio nella zona dove si trova l’abitazione finita al centro degli accertamenti. Accompagnata negli uffici della Questura, le è stata notificata ed eseguita l’ordinanza con la quale il gip del Tribunale dell’Aquila aveva disposto nei suoi confronti il divieto di dimora nel territorio comunale e provinciale del capoluogo. Il provvedimento rappresenta uno degli sviluppi dell’indagine condotta dalla Mobile sul presunto giro di prostituzione organizzato all’interno di un appartamento del capoluogo. Il gip ha ritenuto che, per alcune delle persone finite nell’indagine, gli elementi raccolti non fossero sufficienti a sostenere, allo stato degli atti, un pieno coinvolgimento nell’attività di favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione. Diversa, invece, la posizione della donna raggiunta dal divieto di dimora. |
