Venerdì, 7 Agosto 2026 Vasto

Diritti calpestati, tempi di legge azzerati e continue PEC ignorate

Il caso di Donato Cappello, un paziente fragile, che ha il coraggio di denunciare quanto accade

Una vicenda che mostra tutti i limiti e la rigidità della burocrazia sanitaria locale. Nonostante le prescrizioni mediche con Priorità B (da erogare entro e non oltre 10 giorni) rilasciate il lontano 25 giugno, un'esenzione per invalidità, il pieno riconoscimento della situazione da parte del Difensore Civico Regionale e l'intervento formale del Tribunale per i Diritti del Malato (Prot. 28/2026), l'ASL 2 Abruzzo continua a far scorrere il tempo senza garantire l'accesso nei tempi di legge all'attività libero-professionale intramuraria (ALPI) a proprio carico presso il presidio di Vasto.

​La storia è quella di Donato Cappello, residente a Vasto, che necessitava di un ciclo di accertamenti cardiologici specialistici (Prima Visita Cardiologica, ECG ed Ecocolordoppler cardiaco a riposo) prescritti dal medico curante per "ipertensione arteriosa e lipotimia".
​Di fronte all'impossibilità del CUP di assicurare gli esami presso l'Ospedale "San Pio" di Vasto nei 10 giorni previsti, l'ASL 2 ha proposto di svolgere le prestazioni nei presidi di Bucchianico e Chieti. Una soluzione del tutto incompatibile con il quadro clinico dell'utente, i cui frequenti malori, vertigini, crisi lipotimiche e sbalzi pressori rendono rischiosi e inagibili gli spostamenti fuori dal proprio comune di residenza.

​Di fronte a questa situazione, l'utente ha avviato un insistente percorso di tutela, inviando una raffica di PEC di diffida e sollecito a partire dal 29 giugno e proseguita ininterrottamente fino a ieri. La risposta di fatto dell'ASL 2 è stata quella di fissare gli appuntamenti a Vasto con ritardi inaccettabili: l'Ecocolordoppler è stato calendarizzato per il 25 agosto, mentre la Prima Visita Cardiologica e l'ECG addirittura per il 4 settembre. Si tratta di un'attesa di oltre due mesi per esami che la legge impone di eseguire in 10 giorni.

​La normativa vigente (D.Lgs. 124/1998 e Piano Nazionale Liste d'Attesa) stabilisce chiaramente che, qualora la struttura pubblica locale non possa garantire la prestazione nei tempi prescritti, l'Azienda ha l'obbligo di attivare l'intramenia (ALPI) a proprio carico nel presidio territoriale di riferimento dell'assistito. Ciononostante, la Direzione Sanitaria continua a far scorrere il tempo verso fine agosto e settembre, ignorando i solleciti del cittadino e delle istituzioni ed eludendo l'applicazione delle norme.

​"Non si è trattato di una richiesta di privilegio, ma di un diritto stabilito dalla legge a tutela dei pazienti fragili," dichiara Cappello. "Proporre trasferimenti complessi a Bucchianico o Chieti a chi convive con episodi di lipotimia, pur di non applicare l'intramenia prevista dalla legge a Vasto, è inaccettabile. Ho inviato decine di PEC dal 29 giugno fino a ieri per contestare gli appuntamenti farsa del 25 agosto e del 4 settembre: avere ragione sulle carte, con l'avallo del Difensore Civico e del Tribunale del Malato, non è bastato a smuovere una burocrazia che sceglie di prendere tempo sulla pelle e sulla salute dei cittadini. Questa denuncia pubblica serve affinché quanto accaduto a me non continui ad accadere nel silenzio ai tanti cittadini che non hanno la forza o gli strumenti per difendersi".