Venerdì, 7 Agosto 2026 AbruzzoIn Abruzzo il numero degli infermieri è sopra la mediaMa gli stipendi sono più bassi e si registra la fuga all'esteroIn Italia ci sono 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media europea di 8,9. Ma il loro guadagno da noi è molto più basso: lo stipendio medio di un infermiere italiano è di 32.400 euro lordi, contro i 39.800 della media Ocse. La conseguenza è che nel 2025 circa 5.770 professionisti hanno lasciato l’Italia per lavorare all’estero, soprattutto nel Regno Unito (44%), in Svizzera (24%) ed anche in Belgio, Francia ed Austria. Sono alcuni dei dati del nuovo studio Eurispes, “Oltre il lavoro dipendente. Nuovi modelli organizzativi nell’area infermieristica” da cui emerge che la crisi della professione non è solo una questione di numeri, ma anche di un’organizzazione del lavoro che va ripensata. Nel rapporto ci sono dati significativi anche per l’Abruzzo, alle prese con il deficit della sanità, che seppur in calo si attesta per il 2025 intorno agli 80 milioni, e deve come altre regioni dotare di personale adeguato, a cominciare da quello infermieristico, le case e gli ospedali di comunità realizzati con il Pnrr con una corsa contro il tempo entro il 3o giugno scorso. Intanto si scopre che seppur di poco, il numero degli infermieri è sopra la media italiana, 69,3 ogni 1.000 abitanti, anche se si resta lontani dai valori più elevati del Lazio e nel Trentino-Alto Adige, rispettivamente con 86,2 e 85,5 infermieri ogni 10.000 residenti, seguiti da Liguria ed Emilia-Romagna, entrambe ampiamente al di sopra della media nazionale. Altro dato degno di nota è che però lo stipendio medio è inferiore alla media italiana, a sua volta, come detto, a quella europea, 30.600 euro rispetto ai 32.400 euro “La dimensione retributiva rappresenta un ulteriore aspetto centrale per comprendere l’attrattività della professione e la capacità del sistema sanitario di trattenere il personale. Lo stipendio medio, infatti, incide non solo sulle condizioni economiche dei professionisti, ma anche sulla motivazione, sulla permanenza nel servizio e sulla competitività del settore rispetto ad altri mercati del lavoro”. A livello nazionale, lo stipendio medio della professione infermieristica si attesta a circa 32,4mila euro, con differenze territoriali non trascurabili. Alcune regioni si collocano al di sopra della media italiana, con valori più elevati in Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana e Marche. In particolare, il Trentino-Alto Adige registra il valore più alto, pari a 37,2mila euro, seguito da Emilia-Romagna e Toscana, entrambe sopra i 35mila euro. Al contrario, le retribuzioni più basse si osservano in Molise, Campania e Calabria, dove lo stipendio medio risulta sensibilmente inferiore alla media nazionale Commenta Eurispes, “la questione salariale assume quindi un rilievo non solo economico, ma anche strategico, perché può incidere sull’attrattività della professione, sulla capacità di trattenere il personale nel Servizio sanitario nazionale e sulla propensione dei professionisti a cercare opportunità di lavoro all’estero. Nel complesso, le differenze retributive tra territori e il divario rispetto al benchmark internazionale suggeriscono la necessità di considerare il tema salariale come parte integrante della programmazione della forza lavoro infermieristica”. Del resto come ovvio, “livelli retributivi meno competitivi sembrano contribuire ad alimentare fenomeni di mobilità professionale e territoriale, rendendo più difficili reclutamento, retention e valorizzazione del personale infermieristico”. E c’è qui il tema del numero crescente di professionisti ha scelto di cercare opportunità lavorative all’estero, “attratti da condizioni economiche più favorevoli, maggiori prospettive di carriera, percorsi di valorizzazione professionale strutturati e, in alcuni casi, carichi di lavoro percepiti come più sostenibili”. La scelta di trasferirsi fuori dal nostro Paese non può essere letta esclusivamente come una decisione individuale, in quanto riflette limiti del sistema nel trattenere e valorizzare il personale infermieristico italiano”. La dinamica degli infermieri italiani all’estero, si spiega nel rapporto, “mostra una crescita graduale nel periodo 2022-2025. Il numero passa da circa 5.725 unità nel 2022 a 5.770 nel Il numero di infermieri italiani all’estero, inoltre, potrebbe risultare sottostimato nella misura in cui non intercetta pienamente anche trasferimenti temporanei, contratti di breve durata, esperienze professionali non stabilizzate o situazioni non tempestivamente aggiornate nei registri professionali. |
