Martedì, 4 Agosto 2026 AbruzzoZES SUD: IN ABRUZZO IN 2 ANNI SOLO 335 MLN DI INVESTIMENTIA SBANCARE LE REGIONI CAMPANIA, PUGLIA E SICILIATra gennaio 2024 e aprile 2026, grazie alle agevolazioni della Zona economica speciale (Zes), in Abruzzo sono state 38 le Autorizzazioni uniche concesse che hanno generato investimenti e attività di sviluppo d’impresa per 335 milioni di euro, e creato 970 posti di lavoro. Il grosso degli investimenti, però, sono stati attratti da Campania, Puglia e Sicilia. Il bilancio lo traccia, su dati ministeriali, il rapporto di Thea group, sull’impatto della Zes unica del Sud, che comprende oltre all’Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, e da novembre scorso anche Marche e Umbria, con autorizzazioni uniche semplificate sui vari progetti d’impresa, che concedono crediti d’imposta sugli investimenti, sgravi fiscali gestiti tramite canali telematici dedicati, incentivi all’occupazione giovanile. In Italia le prime otto Zone economiche speciali, tra cui in parte del territorio abruzzese, sono state introdotte dal decreto legge 91 del 2017 del governo di Paolo Gentiloni, e sono diventate operative dal 2021, con l’introduzione dei commissari di governo, per l’Abruzzo il professor Mauro Miccio. A luglio 2023, la Commissione europea ha accolto la proposta del governo italiano di istituire un’ unica Zes nell’intero Sud, con il decreto Sud del governo di Giorgia Meloni, con un unico coordinamento identificato nella Struttura di Missione del dipartimento per il Sud della presidenza del Consiglio e con delega al sottosegretario Luigi Sbarra. Da allora in due anni sono state rilasciate 1.250 Autorizzazioni uniche che hanno consentito l’erogazione di 7,7 miliardi di euro di investimento e la creazione di 22.000 posti di lavoro. Nell’ultima finanziaria per alimentare la Zes sono stati previsti 4,4 miliardi di euro fino al 2028, e inoltre il decreto legge 62 del 30 aprile 2026 ha rafforzato la misura, prevedendo un esonero dei contributi previdenziali per le aziende che generano nuova occupazione. Il contributo per le aziende raggiunge gli 800 euro per ogni nuova assunzione di under35 e donne e 600 euro per ogni nuova assunzione di persone disoccupate da più di 24 mesi. Polemiche in Abruzzo c’erano state con il passaggio alla Zes unica per l’intero sud, con l’argomento che in questo modo le risorse si sarebbero disperse in un territorio troppo ampio. E sulla questione è recentemente tornata la Uil che ha evidenziato un rallentamento di attrattività dell’Abruzzo nei primi sei mesi di quest’anno, visto che sono state ottenute solo 10 autorizzazioni, pari al 2,4% del totale nazionale, Campania, con 185 autorizzazioni uniche rilasciate, e la Puglia, con 148, rappresentano da sole oltre il 78% del totale. “un dato che impone una riflessione sul posizionamento dell’Abruzzo nella competizione tra i territori del Mezzogiorno”. Veniamo però al dato allineato all’intero biennio di entrata in vigore della Zes. A fare la parte del leone è stata la Campania, con 517 autorizzazioni, 2.8 miliardi di investimenti e 9.970 posti di lavoro, seguita dalla Puglia 359 autorizzazioni 2.5 miliardi di investimenti e 6.770 posti di lavoro, e dalla Sicilia 179 autorizzazioni 780 milioni di investimenti e 1.761 posti di lavoro. Seguono la Calabria e la Sardegna, con 63 e 40 autorizzazione, poi l’Abruzzo con 38 e infine Basilicata e Molise con 33 e 21 autorizzazioni. Non ancora monitorate Marche e Umbria, appena entrate nella Zes. Certo a pesare è la dimensione e la popolazione delle regioni ricomprese nella Zes, ma c’è chi osserva che anche una piccola regione potrebbe essere molto più completiva nell’attrazione di investimenti, in virtù di efficaci politiche industriali e vitalità del tessuto imprenditoriale. Va anche considerato che i crediti d’imposta l’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature varie, terreni, e immobili strumentali o loro ampliamento, variano da regione a regione. In Abruzzo in base alla dimensione delle aziende e della mole di investimento rientrano in un range dal 15% al 35%, mentre per fare un confronto in Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Basilicata, considerate regioni più svantaggiate, dal 40% al 60%. Complessivamente, la Zes Unica ha attivato 20,1 miliardi di euro di investimenti, di cui 7,7 miliardi legati alle Autorizzazioni Uniche e 12,4 miliardi derivanti dal credito d’imposta. A questi si aggiungono ulteriori effetti indiretti e indotti sull’economia: gli investimenti attivati hanno generato complessivamente 55,1 miliardi di euro di impatto economico, con un moltiplicatore pari a 2,7. Anche sul fronte occupazionale, ai 22.035 occupati diretti si sommano oltre 38 mila occupati indiretti e indotti, per un totale di oltre 60.900 occupati sostenuti dalla misura. Filippo Tronca Pubblicato su Abruzzoweb
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