Lunedì, 3 Agosto 2026 Abruzzo

“PDL SPIAGGE NONOSTANTE IL NO DI ROMA”

I MOTIVI DELLA ROTTURA TRA FDI E LUGINI

Passa anche per le spiagge abruzzesi la decisione di rompere la federazione con Fratelli d’Italia, da parte del gruppo Marsilio presidente, composto dai consiglieri Gianpaolo Lugini,  ex vicesindaco di Carsoli, e Luciano Marinucci, ex sindaco di San Giovanni Teatino,  eletti alle regionali del 2024 rispettivamente con 1.014 e 2.168  voti con la lista di appoggio al presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi.

Da quanto si apprende infatti da fonti del centrodestra in Regione, ad aver creato un forte fastidio e ad aver aperto una crepa in maggioranza, è stata la decisione unilaterale di Lugini, che ha in tasca la tessera di Fdi, di presentare il progetto di legge 113, appena approdato in commissione consiliare, messo a punto per evitare le gare imposte dall’Unione Europea da pubblicare entro settembre 2027, stabilendo che prima di indirle, occorre verificare la “scarsità della risorsa”, ovvero quanti chilometri di spiaggia sono occupati da stabilimenti, e quanti sono liberi e che potrebbero essere assegnati, senza compromettere il principio della libera concorrenza, confermando le attuali concessioni.

Il punto è però che Lugini ha ignorato completamente un diktat arrivato direttamente dai vertici nazionali del partito di Giorgia Meloni ovvero quello di evitare sortite in materia di concessioni balneari. Questo perché tante altre norme regionali che hanno provato ad evitare o posticipare le gare, a rinnovare le concessioni balneari in essere, sono state già bocciate, essendo la norma europea superiore in questa materia a quella italiana. La questione, delicatissima, può dunque essere risolta solo al livello di commissione Europea, con una revisione della Bolkestein e in tal senso le interlocuzioni il pressing sono in corso.

.A tal proposito sono in tanti coloro che ritengono che anche la legge di Lugini sia a forte rischio di incostituzionalità, visto che l’argomento della mappatura, portato avanti direttamente dal governo, è stato già bocciato da Bruxelles. Ma Lugini ha evidenziato che una norma molto simile della Regione Calabria non è stata impugnata e questo fa ben sperare.

Non è un caso comunque che Fratelli d’Italia non ha proferito parola sul provvedimento e nessuno dei suoi componenti lo ha sottoscritto.

La norma infatti porta la firma per Forza Italia del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e del capogruppo Emiliano Di Matteo, mentre a firmarlo per la Lega sono stati Carla Mannetti e il capogruppo Vincenzo D’Incecco.

A metterci la firma alla fine è stato anche il sottosegretario di Giunta con delega al Turismo Daniele D’Amario anche lui di Forza Italia, che però è rimasto inizialmente molto contrariato dal protagonismo di Lugini, esponente politico dell’entroterra aquilano, ai confini con il Lazio, ritenendo la sua un’invasione di campo, tenuto conto che il consigliere non  nessuna delega in materia, a differenza di D’Amario, sul turismo balneare.

Nei giorni scorsi tra l’altro Luigini ha partecipato assieme a Mannetti ad un’iniziativa assieme a balneatori e associazioni di categoria proprio a Francavilla al mare, la città di D’Amario.

Marinucci e D’Amario nell’annunciare la rottura della federazione, hanno garantito comuque il massimo appoggio al centrodestra, motivando la decisione solo per la necessità di avere maggiore autonomia.

I due però, come già riferito da Abruzzoweb, da tempo mostravano insofferenza per la scarsa considerazione che hanno in maggioranza. Ad inizio legislatura sono stati sostanzialmente ignorati nella distribuzione degli assessorati, delle presidenze di commissione e dell’ufficio di presidenza del consiglio. E già un anno fa avevano annunciato l’uscita dalla federazione con Fdi, poi dopo pochi giorni, a seguito di un incontro con Marsilio, il repentino dietrofront. I due poi sono contrari al collegio unico piatto forte della riforma della legge elettorale a firma di Marsilio,