“Ci sono voluti quasi dieci anni e quasi due mandati di governo regionale per far capire al presidente Marsilio quello che il centrosinistra aveva già teorizzato e programmato quando ero Assessore alla Sanità: l’unica strada percorribile e dignitosa per il nostro territorio è il DEA di II livello “diffuso” tra Chieti e Pescara. Benvenuto nel club, verrebbe da dire. Se non fosse che, per coprire la figuraccia di aver messo nero su bianco ben altre scelte e presto con l’ennesimo accesso agli atti scopriremo cosa ha trasmesso la Regione nel 2025 con protocollo SIVEAS al Ministero, la destra si arrampica sugli specchi, inventando "colpe" storiche dell'opposizione che veramente sfiorano il ridicolo. Faccia un atto di trasparenza e lo metta nero su bianco sulle carte ufficiali, anche quelle dov’è scritto ben altro”, a dichiararlo è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, Silvio Paolucci, che così commenta le recenti uscite del Presidente sul futuro della rete ospedaliera.
“La realtà è impietosa e sta tutta nelle carte, non nelle chiacchiere da conferenza stampa – incalza Paolucci –. Marsilio ha cercato di metterci una pezza solo dopo essere stato scoperto: nello studio di fattibilità dei DEA predisposto dall’Agenzia Sanitaria Regionale (ASR), anche a seguito dei confronti sul DM 70, la programmazione scritta della Regione individuava espressamente i DEA di II livello solo a L’Aquila e Pescara. A Chieti veniva rifilato un mortificante "ruolino di supporto", una sorta di caregiver per la cardiochirurgia pescarese, relegando al confino le professionalità, la storia e le competenze di un ospedale universitario di primissimo piano.
Poi, di fronte alla protesta unitaria del territorio e del Comitato ristretto dei sindaci che ha preteso a gran voce la pari dignità tra Chieti e Pescara, il Presidente ha fatto la sua solita manovra acrobatica: ha buttato la palla in tribuna addebitando al centrosinistra e alla legge Lorenzin la presunta "impossibilità" di fare il DEA a Chieti. Una bugia monumentale. La legge Lorenzin non ha mai vietato l'integrazione funzionale e il modello diffuso, tanto è vero che eravamo stati proprio noi a proporlo dieci anni fa, quando eravamo al governo! E in ogni caso, una domanda sorge spontanea: se in questi anni di governo Marsilio riteneva la Lorenzin un ostacolo così insormontabile, come mai la sua maggioranza non ha mai presentato una sola formale richiesta di modifica a Roma? Né l’ha cambiata il Governo amico? La verità è che non sapevano come gestire la sanità allora e non lo sanno oggi. Prendiamo atto, dunque, del ravvedimento operoso di Marsilio – conclude il capogruppo PD – , ma dalle parole si passi subito ai fatti ufficiali. Marsilio cancelli la disparità scritta nei documenti dell'ASR e adotti atti formali che sanciscano la pari dignità tra il presidio teatino e quello pescarese. Chieti ha un polo universitario d'eccellenza, dotato di tecnologie uniche (come dimostra la risonanza magnetica dedicata al Pronto Soccorso) e professionalità di rilievo. La sanità abruzzese non ha bisogno di comparsate per coprire le gaffe della Giunta, ma di una programmazione seria che valorizzi le nostre eccellenze, senza fare figli e figliastri”.