Martedì, 28 Luglio 2026 ChietiPensionata della Provincia di Chieti vince il ricorso contro l’InpsNon dovrà restituire oltre 15mila euroIl tribunale di Chieti, sezione lavoro, ha accolto il ricorso di una pensionata alla quale l’Inps aveva chiesto la restituzione di oltre 15mila euro relativi all’assegno ordinario di invalidità, ritenuti indebitamente percepiti tra gennaio 2022 e novembre 2024. La donna, assistita dall’Inca Cgil di Chieti e dall’avvocato Rocco Carabba, aveva contestato la richiesta di recupero sostenendo di aver sempre dichiarato correttamente il proprio reddito da lavoro dipendente. Il giudice ha accolto integralmente il ricorso, dichiarando che l’Inps non aveva diritto a richiedere la restituzione delle somme. L’Istituto è stato inoltre condannato a restituire quanto eventualmente già trattenuto o versato dalla pensionata e a sostenere le spese del giudizio. La vicenda era iniziata con una comunicazione del 15 novembre 2024, attraverso la quale l’Inps aveva disposto la riliquidazione del trattamento pensionistico. Secondo l’Istituto, per quasi tre anni sarebbero state corrisposte quote non spettanti perché il reddito da lavoro della donna avrebbe superato i limiti previsti dalla normativa sull’incumulabilità tra assegno di invalidità e redditi lavorativi. Il tribunale ha però accertato che la pensionata aveva regolarmente comunicato il proprio reddito. La sua situazione contributiva, inoltre, poteva essere ricostruita attraverso l’estratto contributivo e le denunce periodiche trasmesse dal datore di lavoro. Secondo quanto riferito dall’Inca Cgil, l’errore è stato quindi ritenuto imputabile all’Inps, che avrebbe potuto verificare preventivamente la posizione reddituale dell’interessata. Il giudice ha inoltre richiamato la particolare disciplina degli indebiti previdenziali, posta a tutela dei pensionati che ricevono in buona fede prestazioni destinate al sostentamento personale e familiare. “Questa sentenza conferma un principio che tuteliamo ogni giorno nel nostro lavoro di patronato: chi dichiara correttamente la propria situazione non può essere chiamato, anni dopo, a restituire somme percepite in buona fede per un errore che non gli appartiene”, dichiara Giuseppe Visco, direttore dell’Inca Cgil di Chieti. “Troppo spesso – prosegue Visco – vediamo pensionati, magari già in difficoltà economica, ricevere richieste di recupero per importi ingenti e a distanza di anni, senza che l’errore sia in alcun modo loro imputabile. Il nostro patronato continuerà ad assistere gratuitamente chi si trova in situazioni analoghe, perché la verifica della correttezza di queste comunicazioni è un diritto che va difeso caso per caso”. L’Inca Cgil di Chieti invita chi abbia ricevuto comunicazioni di riliquidazione della pensione o richieste di restituzione da parte dell’Inps a rivolgersi agli sportelli del patronato per verificare la propria posizione.
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