Giovedì, 23 Luglio 2026 AbruzzoTre imprenditori abruzzesi arrestati per bancarotta fraudolenta e finanziamenti pubblici illecitiSono ritenuti coinvolti nel dissesto fraudolento di una società di Città Sant’Angelo. Sequestri nel Chietino e ad Ascoli PicenoTre imprenditori abruzzesi sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Pescara con l'accusa di aver provocato il dissesto fraudolento di una società con sede a Città Sant'Angelo, completamente sconosciuta al fisco. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della procura della Repubblica di Pescara, al termine di un'indagine complessa e articolata che ha coinvolto anche la provincia di Chieti con un immobile posto sotto sequestro a Ortona e varie operazioni del gruppo localizzate in zona. Come riporta IlPescara, la società finita nell'occhio del mirino degli investigatori era stata dichiarata in liquidazione giudiziale dal tribunale nel marzo 2024, con un passivo accertato di oltre 12,6 milioni di euro. Le indagini hanno ricostruito una distrazione sistematica di risorse per più di 7,4 milioni di euro, di cui circa 4,5 milioni provenienti da finanziamenti pubblici indebitamente ottenuti, già al centro di approfondimenti da parte della procura europea. Secondo quanto emerso, il gruppo avrebbe operato tra le province di Chieti e Pescara, usando documentazione contabile e fiscale artificiosamente alterata per aggirare i controlli di banche ed enti pubblici. Le somme incassate sarebbero state progressivamente disperse attraverso pagamenti verso società estere con sedi in diversi paesi europei, oltre che tramite ricariche di carte prepagate e conti di gioco online. Fitta, poi, la rete di società compiacenti emersa dalle indagini. Agli indagati sono stati contestati, tra l’altro, il deposito di bilanci falsi dal 2016 al 2021, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 2 milioni di euro, l’omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e il mancato versamento dell’Iva per circa mezzo milione di euro, oltre all’occultamento delle scritture contabili. I finanzieri hanno inoltre accertato un episodio di autoriciclaggio con parte dei fondi pubblici illecitamente percepiti che sarebbe stata impiegata per l’acquisto di un capannone industriale ad Ascoli Piceno. Ulteriori fatture false sarebbero state utilizzate per ottenere crediti non spettanti per circa 700.000 euro. Nel complesso, sono stati sequestrati tre immobili riconducibili alla società e disponibilità finanziarie nella disponibilità degli indagati e situati ad Ascoli Piceno, Ortona e Pescara. Il valore è di circa 700.000 euro, oltre a disponibilità mobiliari superiori a 50.000 euro. |
