Giovedì, 23 Luglio 2026 Vastese

"Al mare niente cibo da casa"

Il cartello apparso in uno stabilimento scatena la polemica

“Si prega gentilmente di non consumare il pranzo portato da casa sotto gli ombrelloni”.

Questo il testo del cartello affisso in uno stabilimento balneare di Rocca San Giovanni (Chieti), lungo la Costa dei Trabocchi, una foto che sta facendo il giro del web alimentando le polemiche.

A rendere il messaggio ancora più eloquente, la vignetta di una coppia comodamente sistemata sulla spiaggia, panino tra le mani, cestino delle vivande e bottiglia accanto.

Il tema – ricorda Il Centro – era balzato di recente nelle cronache, addirittura internazionali, con un’inchiesta del The Guardian dal titolo provocatorio (Panino police: packed lunch bans enrage Italians at pricey beach clubs – tradotto: Polizia del panino: il divieto di consumare il pranzo al sacco fa infuriare gli italiani nei costosi beach club).

Qualche giorno dopo, l’Unione nazionale consumatori è intervenuta, Codice del consumo alla mano, precisando che la gestione del lido non può estendere la propria esclusiva alla somministrazione del cibo, nemmeno se all’interno della struttura sono presenti un bar o un ristorante. Per questo motivo, vietare l’ingresso di panini, bibite o borse frigo è un comportamento illegittimo. Ma non è tutto consentito. Il limite è quello del decoro e dal rispetto degli altri ospiti dello stabilimento. Consumare un panino, una bottiglietta d’acqua, una vaschetta di pasta o utilizzare una borsa frigo non costituisce alcun problema. Diverso sarebbe trasformare la spiaggia in un’area picnic, apparecchiando tavoli, organizzando grandi pranzi di famiglia o barbecue che possano arrecare disturbo agli altri bagnanti. In questi casi il gestore può intervenire per garantire il corretto utilizzo degli spazi comuni.

Il titolare del Cavalluccio Oscar Ucci, sentito dal Centro, giura che nel suo stabilimento vige esattamente ciò che richiama l’Unione dei consumatori. Anche se quel cartello lascia immaginare altro.

“Non è un avviso nuovo. Esiste dai primi anni Duemila. Quello vecchio si era rovinato e quest’anno lo abbiamo semplicemente rifatto”. Stando al suo racconto, nessuno impedisce ai clienti di mangiare ciò che hanno portato con sé. “Una pizzetta, un panino, la frutta, le bibite o la ‘schiscetta’ non sono assolutamente un problema. Tuttora i clienti consumano regolarmente il pranzo sotto gli ombrelloni”.

E allora a cosa serve quel cartello? Qui la questione si sposta dal pranzo portato da casa alle dimensioni e alle modalità con cui viene consumato.

“Il problema nasce quando arrivano carovane con quattro teglie di lasagne o parmigiane”, spiega Ucci.

“È una questione di decoro e anche di rispetto degli altri bagnanti. In passato è capitato di vedere ombrelloni lasciati con piattini, forchette, tovaglioli e teglie. Non era una bella immagine e ci sono state anche lamentele. Per questo abbiamo deciso di sconsigliare certe situazioni. Ma nessuno ha mai vietato nulla a nessuno”. Una distinzione che, però, dal testo dell’avviso non emerge: il cartello non parla di tavolate, teglie o rifiuti lasciati sulla spiaggia, ma genericamente di “pranzo portato da casa”.