Mercoledì, 15 Luglio 2026 AbruzzoVolano stracci tra Confagricoltura e centrodestraLobene, “Offeso e aggredito", e salva solo Verrecchia“Durante tutto questo periodo, molti di voi lo sapranno, sono stato offeso personalmente, sia io che il direttore Stefano Fabrizi, per tramite dell’assessore regionale, di consiglieri regionali, con parole irripetibili, sono avvicinato alle parti meno nobili del corpo” Oramai gli stracci volano alto e sempre più si alza il livello dello scontro tra la Confagricoltura dell’Aquila è il centrodestra alla guida della Regione: il presidente e imprenditore agricolo Fabrizio Lobene non ha risparmiato strali contro l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, di Fratelli d’Italia e non precisati consiglieri di centrodestra, nella conferenza stampa di ieri, dedicata agli “errori” nella redazione della norma regionale sulle aree idonee dove collocare impianti eolici e fotovoltaici, che ora è contestata dal ministero e sarebbe a rischio di impugnazione alla Corte costituzionale. Un attacco che ha un peso politico non indifferente: la Confagricoltura fino ad ora è stata una grande elettrice di Quaglieri, mister preferenze alle elezioni del 2024 con quasi 12mila voti. E non solo: Fabrizio Lobene è il padre di Cesidio Lobene, sindaco di Trasacco, il feudo dello stesso Quaglieri, e dove l’ora assessore e medico chirurgo è stato anche lui sindaco. Lobene ha attaccato pesantemente però non solo il centrodestra in Regione, non citando nomi e cognomi dei consiglieri che lo hanno paragonato alle “parti meno nobili del corpo”. Facendo salvo però Massimo Verrecchia, il capogruppo di fratelli d’Italia appena eletto, primo per numero di preferenze, ben 731, consigliere comunale di opposizione al Comune di Avezzano, nonostante la sconfitta pesante del candidato del centrodestra Alessio Cesareo, voluto in primis da Verrecchia, da parte del riconfermato sindaco civico e bipartisan Gianni Di Pangrazio. Ecco il passaggio dello sfogo in conferenza stampa di Lobene. “Addirittura sono state chieste le mie dimissioni, al mio direttore regionale, Camilo Colangelo, e direttamente anche al presidente nazionale, e dico con estrema fierezza che tutto sommato mi hanno rinnovato la fiducia, nonostante tutti gli ostruzionismi e le ostilità che abbiamo avuto. Sono stato però oggetto di una comunicazione da parte di un consigliere regionale, probabilmente quello forse più sano della fattispecie, nella persona del consigliere Massimo Verrecchia, che mi ha invitato il giorno successivo presso il consiglio regionale”. Per poi aggiungere: “ovviamente io ho accettato, non potendo andare direttamente, ho chiesto a Fabrizi se poteva andare lui per spiegare quello che avevamo rappresentato nelle varie sedi istituzionali, e lui il giorno successivo si è recato alle ore 10 al consiglio regionale, e devo essere sincero, non è stato ascoltato. Non è stato ascoltato nelle sue considerazioni, peraltro anche in maniera molto suggestiva”. Sullo sfondo del feroce scontro si staglia l’ostilità di vecchia data tra Verrecchia e Quaglieri, che si contendono da anni il primato politico nella Marsica, a cominciare dentro Fdi. Non va dimenticato infatti che Verrecchia era venuto ai ferri corti con Quaglieri per l’appoggio, dell’ora assessore, a Di Pangrazio alle elezioni comunali del 2020, mentre Fdi aveva appoggiato l’allora leghista Tiziano Genovesi. Nelle elezioni di fine maggio, Quaglieri è tornato nei ranghi, appoggiando il candidato del suo partito, l’ex questore Cesareo. Di Pangrazio come detto ha stravinto le elezioni al primo turno, con il 67% e con la sua armata civica, ma in compenso si è registrato un riavvicinamento, in campagna elettorale, tra Verrecchia e Quaglieri. Forse di sola facciata: resta infatti la rivalità tra i due, anche in vista delle prossime candidature alle Politiche del 2027 e delle Regionali del 2029. Verrecchia in provincia “controlla” il congresso insieme al senatore Guido Liris, in contrapposizione ferrea al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha avuto nella partita dei tesseramenti Quaglieri come alleato. Va poi ricordato che in un territorio dove l’agricoltura è la prima economia, Verrecchia ha una grande vicinanza con la Coldiretti, e dunque non può che fargli piacere la crepa che si è aperta tra Confagricoltura e Quaglieri. Ieri mattina è arrivato intanto, meglio tardi che mai, il lunghissimo comunicato stampa di Confagricoltura, il giorno seguente della conferenza stampa, già raccontata da molte testate, compresa Abruzzoweb. In esso Lobene lancia altre bordate a Quaglieri, sin dal titolo: “Smascherata la vuota narrazione dell’assessore Quaglieri: abissale la differenza tra chi fa propaganda e chi lavora sui fatti”. Puntando il dito sulla “distanza siderale tra l’infecondo comunicato diramato dall’assessore Mario Quaglieri – che con superficialità imbarazzante ha tentato di derubricare il disastro legislativo della Regione a “polemiche sterili” dovute al “caldo africano” – e la veridicità dei documenti presentati dall’associazione”. Il riferimento è alle carte consegnate alla stampa, in cui, si dimostra che “il Governo centrale non ha impugnato la norma dinanzi alla Corte Costituzionale esclusivamente perché il Governatore di regione, lo scorso 2 luglio, firmato un formale impegno di revisione degli articoli 2 e 4 della legge precedentemente approvata in Consiglio regionale. Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) l’ha bollata come gravemente ‘distonica’ rispetto alla direttiva nazionale, ricordando l’obbligo di tutelare in modo assoluto le aree agricole di pregio (dai viegneti intensivi alla piana del Fucino) e di non superare il limite del 3% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) calcolato su base comunale”. Quaglieri aveva poi insinuato nel suo comunicato stampa di ieri che Confagricoltura ha ottenuto nomine importanti da questo governo di centro-destra”. “Respingiamo con fermezza al mittente anche i velenosi e mendaci accenni, volti chissà a quale fine, alle “nomine” sollevati dall’assessore Quaglieri – la replica nel comunicato stampa -. Preghiamo lo stesso di voler denunciare pubblicamente quali siano queste nomine, dal momento che non ne abbiamo mai avuto nota. Contestualmente lo inviterei a manifestare gratitudine nei confronti di questa organizzazione agricola, dal momento che la stessa insieme ai propri associati, aldilà delle appartenenze politiche e per i soli motivi di rappresentatività territoriale, ha sostenuto la sua ascesa politica, condividendo nel tempo battaglie su cui eravamo pienamente allineati a vantaggio di tutta la regione Abruzzo. Piuttosto sorge spontaneo domandarsi, perché tanto accanimento da parte di un assessore in una questione in relazione alla quale non ha alcuna delega e/o competenza amministrativa?” E ancora: “appare lecito a questo punto chiedere, se sono state chieste le mie dimissioni per aver contestato una legge gravata da vizi di legittimità costituzionale, cosa bisognerebbe pretendere da chi quella stessa legge l’ha redatta in modo errato, ostinandosi a sostenerla fino all’approvazione, inaudita altera parte e continuando a millantarne pubblicamente la bontà pur essendo in possesso di produzione documentale che conferma l’esatto contrario”. |
