Lunedì, 13 Luglio 2026 MoliseDalle autopsie merge che una "diversa condotta medica non le avrebbe salvate"Gli esami confermano intossicazione da ricina, 'probabilmente assunta per via orale'Con ogni probabilità anche un approccio diverso dei medici che ebbero in cura Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte nei giorni a ridosso di Natale a Pietracatella per sospetto avvelenamento da ricina, non avrebbe potuto impedire il decesso delle due donne a causa dell'elevata presenza del veleno. A certificarlo, nero su bianco, sono i risultati dell'autopsia depositata quattro giorni fa ai quali sono allegati anche gli esami svolti dal centro antiveleni 'Maugeri' di Pavia. "Alla luce dell'elevato quantitativo delle tossine del ricino individuate agli esami tossicologici, dell'assenza di antidoto specifico e della rapidità evolutiva del quadro - scrivono Benedetta Pia De Luca, Francesco Giovanni Battista Laterza, Alessandro Locatelli e Daniele Merli -, non è possibile affermare che una diversa condotta sanitaria avrebbe impedito il decesso della paziente". |
