Lunedì, 13 Luglio 2026 Abruzzo

Ressa in Regione per un tesoretto da 30 milioni di euro

Il tavolo di monitoraggio però boccia la Regione Abruzzo

Nella scottante partita della riduzione del deficit della sanità abruzzese che ha segnato il secondo mandato del centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, decisiva sarà la prossima seduta del Tavolo di monitoraggio interministeriale a Roma che sarà convocata per la seconda metà di luglio.
Dopo che però nelle riunioni di febbraio e marzo, come emerge dai verbali in possesso di questa testata, il piano di rientro ha avuto una sonora bocciatura, tanto che la Regione è dovuta correre ai ripari aggiornando il programma operativo con cui deve arrivare ad azzerare il deficit entro il 2028 anche se da questo punto di vista c’è da sottolineare che il documento è stato rifatto alla luce di un emendamento che consente alla Regione di recuperare il debito in tre anni, a differenza della precedente regolamentazione che prevedeva il pareggio anno per anno.
In questo quadro in seno al Dipartimento competente guidato da Camillo Odio, impegnato a testa bassa, ma con fiducia, a fare i compiti a casa per rispondere alle dure criticità denunciate dal Tavolo, si respira aria di speranza avendo già incassato il risultato della inversione di tendenza del debito, vera spina nel fianco della pattuglia governativa trainata dal governatore meloniano.
Per i decisori regionali che pur non intervenendo pubblicamente mostrano fiducia, vista la presenza nei verbali di elementi positivi, quella del tavolo non viene considerata una bocciatura, e osservano che devono essere verificati nella prossima riunione quando verranno esaminati dati oggettivi e definitivi, che i super dirigenti dei ministeri della Economia e Finanze e della Salute non hanno ancora registrato. In tal senso ci sono molti aspetti da chiarire, e sicuramente si presenteranno agguerriti nel prossimo summit a cominciare con la questione dell’utilizzo del risparmio e con altre valutazioni che vengono bollate come sviste. Va ricordato comunque che quello del deficit sanitario è un problema che attanaglio molte regioni italiane
Dall’esito del nuovo Tavolo dipenderà in particolare la possibilità o meno di poter utilizzare un tesoretto da circa 21 milioni di euro,  in virtù del miglioramento dei conti rispetto alle iniziali drammatiche previsioni, un tesoretto che potrebbe anche essere più cospicuo perché la cifra, peraltro scritta nei verbali, è riferita a conti provvisori tanto che a Roma si sarebbero dimenticati di riportare ulteriori dieci milioni come copertura del deficit, oltre ad inviare comunicazione con tempistiche molto ritardate alla Regione.
E infatti, secondo quanto si è appreso, dalle ultime valutazioni sui bilanci ufficiali delle Asl emergerebbe che il risparmio potrebbe toccare i 30 milioni visto che come sottolineato anche dal presidente  del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri  nella ultima seduta della assemblea  abruzzese, il debito oscilla tra una forbice di 80 e 85 milioni a fronte di un appostamento di 113 milioni.
Il solo “odore” di soldi sta già provocando la ressa sul come eventualmente utilizzare l’inatteso tesoretto, con assessori e consiglieri di maggioranza che già chiedono di avere consistenti fette della torta, in vista dell’assestamento del bilancio, che potrebbe arrivare in consiglio regionale già ai primi di agosto. Dopo la pratica del bilancio regionale da parte della corte dei conti prevista per il 16 luglio. Del resto gli assessori e consiglieri non vedono l’ora di uscire dalla lunga fase delle vacche magre, proprio a causa del deficit.
Con l’opposizione che già part​e alla carica, sostenendo che se il risparmio  sarà davvero disponibile, questo andrà prima di tutto utilizzato per cancellare l’aumento delle tasse deciso proprio per il risanamento dei conti della sanità.
Ma il rischio, per non dire la quasi certezza, è che si stiano facendo i conti senza l’oste, perché come si legge nei verbali dei tavoli del 13 e 24 marzo del Tavolo di monitoraggio, vero è che il deficit della sanità, con i conti aggiornati a dicembre 2025 ammonta a 82.664.000 euro, una buona notizia rispetto al tendenziale che era stato calcolato in precedenza, di 103.782.000 euro. Perché questo significa che non tutte le risorse appostate a suon di tagli e sacrifici, in teoria, potrebbero essere destinate a coprire il buco della sanità e potranno essere disponibili appunto per un insperato “tesoretto” da oltre 21 milioni di euro.
Il Tavolo, nel verbale del 24 marzo, ha dato un giudizio non positivo sul piano di rientro, con una  bocciatura, e dunque ha chiesto alla Regione di contabilizzare nel bilancio sanitario l’intero impegno del bilancio finanziario, ovvero la posta di 103.782.000 euro, esprimendo “preoccupazione”,  sullo stato dei conti della Regione e in generale sulla sostenibilità del sistema sanitario regionale, rilevando “che l’Abruzzo è l’unica Regione in piano di rientro in cui si registra una inversione di tendenza, in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro”.
E dunque si legge nel verbale del 24 marzo che “i Tavoli rilevano che, in tale stato di cose, considerando anche la richiesta definitiva sistemazione contabile dei crediti inesigibili e delle note di credito da ricevere con le informazioni disponibili, non risponde al principio di prudenza svincolare l’eccesso di copertura del risultato d’esercizio del IV trimestre 2025, e rinviando ogni valutazione alla verifica del consuntivo 2025”. Insomma non è tempo di mettere le mani sui tesoretti.
Certo, poi la Regione Abruzzo ha recepito nel suo Piano operativo,  le criticità, richieste di modifiche e chiarimenti, nell’ultima versione approvata a metà giugno, al fine di centrare l’obiettivo di azzerare il deficit nel 2028. E occorrerà vedere cosa accadrà al Tavolo di metà luglio, se i compiti a casa saranno stati fatti come i Ministeri, Economia e Finanze e Salute, avevano imposto.
L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì ha intanto replicato al capogruppo del Pd Silvio Paolucci per il quale il documento ministeriale “smonta completamente la narrazione della Giunta Marsilio con una sonora bocciatura”, affermando Verì che lascia il tempo che trova “utilizzare un verbale del Tavolo di monitoraggio vecchio di mesi per far passare come nuovi dati che sono superati”, Verì ricorda poi che, dopo quella riunione, sono stati approvati i bilanci consuntivi 2025 delle Asl e della Gestione sanitaria accentrata, dai quali “emerge che lo scorso anno si è chiuso con un avanzo di 34 milioni di euro”.  Il risultato negativo richiamato dal Pd, aggiunge, “è quello stimato sulla base della proiezione dei numeri al quarto trimestre 2025: una proiezione, dunque, non un valore reale”.
Paolucci ha evidenziato però che sono quelli da lui citati i dati e i giudizi più aggiornati e ufficiali, quelle sono le carte, dove il Ministero ha bocciato il piano di rientro e non vuole che si metta mano al tesoretto.
Tenuto conto che i verbali sono spuntati fuori solo dopo una accesso agli atti dello stesso Paolucci, ​con la Regione​ si è ben guardata dal tirarli fuori dal cassetto e renderli pubblici.
Entrando nel merito del documento ecco le plurime criticità emerse, almeno le principali.
Si evidenzia innanzitutto il “ritardo nell’approvazione dei bilanci per l’anno 2024″ e si ribadisce la necessità che le attività amministrativo-contabili necessarie al completamento del ciclo di bilancio siano svolte in modo corretto e tempestivo, come richiesto dalla legislazione vigente”. Tale sistematico ritardo è sintomatico di una organizzazione non pienamente adeguata e che richiede, pertanto, l’adozione urgente di azioni risolutive”.
Si osserva il mancato trasferimento dal conto ordinario al conto sanitario “delle risorse a copertura del disavanzo 2023 e del payback farmaceutico”, “le partite di credito del SSR verso la Regione per mobilità per circa 13,8 mln di euro e il relativo impegno regionale a trasferirle al Servizio sanitario regionale (SSR) stesso con oneri a carico del bilancio regionale”, “le operazioni di consolidamento delle partite infragruppo”,  “la puntuale ricostruzione delle perdite aziendali e​ delle relative coperture”, “la mancata chiusura delle note di credito e il loro mantenimento in​ bilancio”, “la definitiva sistemazione contabile dei crediti inesigibili, per i quali è stato​ rinnovato l’invito a procedere alle necessarie contabilizzazioni nel bilancio 2025, segnalando​ che, in caso di inerzia regionale, i Tavoli procederanno alla rideterminazione in riduzione​ del risultato d’esercizio”.
Il tavolo resta in attesa “per il consuntivo 2025 dell’invio della tabella corretta, a seguito delle​ correzioni richieste comprensiva dell’erogazione delle ulteriori somme” entro il 31/03/2026. Residuano al 31/12/2025 in GSA 137,536 mln di euro mln di euro, non utilizzate per​ trasferimenti alle aziende”.
Criticità ma anche riconoscimento di passi in avanti per i tempi di pagamento: “la Regione Abruzzo nel suo complesso, registra un valore medio ponderato di -5 giorni medi, in miglioramento rispetto all’anno 2024 (+8 giorni). Rilevano un ritardo medio della GSA di +13 giorni e un valore di +1 giorno medio di ritardo per la Asl Pescara. I Tavoli prendono atto del miglioramento e invitano la Regione ad attenzionare la criticità rilevata”.
Si evidenzia poi il ritardo nello stato di attivazione delle strutture previste dal decreto 77, ovvero le case e ospedali di comunità.
Si sollecita la Regione “a completare il processo di efficientamento sia dei laboratori di​ analisi che con tecnologia Ngs”,  in materia di rete di cure palliative, si evidenzia “l’insufficienza degli indicatori”, come pure “il ritardo nel percorso di rinnovo degli accreditamenti e nel superamento degli accreditamenti predefinitivi”, per le cliniche private.
Inoltre, “le verifiche adempimenti per gli anni 2021 e 2022 non sono ancora chiuse e la verifica per gli anni 2023 e 2024 è in corso. Invitano la Regione a trasmettere tutta la documentazione utile per completare l’istruttoria”.
In conclusione: i Tavoli “valutano non positiva la verifica annuale del Piano di rientro per l’anno 2025”. E come già segnalato negli anni scorsi alla Regione, si esprime “preoccupazione sullo stato dei conti della Regione e in generale sulla sostenibilità del SSR, rilevando che l’Abruzzo è l’unica Regione in piano di rientro in cui si registra una inversione di tendenza, in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro”.