Mercoledì, 8 Luglio 2026 VastoQuesta volta Donato Capello avvia un ricorso al Difensore CivicoL'assistito della ASL 02 denuncia tempi lunghi di attesa per visite urgentiUna richiesta di prestazioni sanitarie con classe di priorità “B”, che secondo la normativa prevede l’erogazione entro 10 giorni, è al centro della vicenda che vede coinvolto un cittadino di Vasto e la ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti. Secondo quanto riferito dall’interessato, Donato Cappello, ex appartenente alla Guardia di Finanza, il 25 giugno il medico curante ha prescritto due esami specialistici urgenti, indicando sulle impegnative la classe di priorità “B”. Al momento della prenotazione tramite il Centro Unico di Prenotazione (CUP), gli appuntamenti sarebbero stati fissati presso l’ospedale “San Pio” di Vasto per il 25 agosto e il 4 settembre 2026, date che, a suo avviso, non risultano compatibili con i tempi previsti dalla priorità assegnata. Cappello evidenzia inoltre di essere invalido totale per causa di servizio, con esenzione S02, condizione che, secondo quanto sostiene, rende particolarmente complessi gli spostamenti al di fuori del territorio di residenza e rende preferibile l’effettuazione delle prestazioni sanitarie a Vasto. A fronte dei tempi di attesa comunicati, il cittadino ha presentato un’istanza per ottenere l’accesso alle prestazioni in regime di attività libero-professionale intramuraria (ALPI) con oneri a carico dell’Azienda sanitaria, richiamando la normativa vigente. Dopo un sollecito inviato tramite PEC il 6 luglio, la ASL 02 ha trasmesso una risposta formale nella mattinata dell’8 luglio. Secondo Cappello, la comunicazione non avrebbe però modificato le date già fissate né indicato una soluzione alternativa per l’erogazione delle prestazioni nei tempi richiesti. Per questo motivo è stata presentata una nuova istanza al Difensore Civico della Regione Abruzzo, chiedendo un intervento affinché venga valutata la possibilità di garantire gli esami in tempi compatibili con la priorità indicata dal medico prescrittore, anche attraverso il regime ALPI, qualora ne ricorrano i presupposti. Nella documentazione trasmessa agli enti competenti, il cittadino ritiene che la situazione possa configurare una lesione del diritto alla salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione. Qualora la vicenda non trovi una soluzione in sede amministrativa, Cappello afferma di valutare il ricorso alle competenti autorità giudiziarie. La vicenda richiama l’attenzione sul tema delle liste d’attesa nella sanità pubblica e sulle difficoltà che alcuni cittadini incontrano nell’accesso alle prestazioni entro i tempi previsti dalle classi di priorità. |
