Venerdì, 3 Luglio 2026 AbruzzoSanità privata accreditata in AbruzzoUn appello per i lavoratori, le strutture, i pazienti fragiliDietro ogni turno di lavoro nelle strutture socio-sanitarie riabilitative ex art. 26 della Legge 833 del 1978 c’è una storia che raramente viene raccontata. C’è l’infermiere che a mezzanotte controlla i parametri di un paziente colpito da ictus. C’è l’OSS che solleva con cura chi non può più camminare da solo dopo un’emorragia cerebrale. C’è la fisioterapista che, giorno dopo giorno, accompagna un anziano con frattura di femore a rimettersi in piedi, o un paziente uscito da un intervento toracico a respirare di nuovo senza affanno. C’è la logopedista che insegna a riprendere a mangiare a una paziente colpita da ictus, ed è il terapista occupazionale che insegna a recuperare le attività quotidiane. Sono le persone che curano chi ha subito un incidente stradale e deve reimparare i gesti più semplici. Sono chi sta accanto a chi convive con la SLA, con il Parkinson, con la demenza: patologie che non guariscono, ma che possono essere accompagnate con dignità, competenza e umanità. Tutto questo, oggi, è messo a rischio. Da quattordici anni il contratto nazionale del personale delle strutture socio-sanitarie riabilitative e delle RSA aderenti ad ARIS e AIOP non viene rinnovato. Da otto anni attende lo stesso destino il personale delle case di cura private accreditate. Gli stipendi restano fermi mentre il costo della vita cresce, e il divario con le retribuzioni del Servizio sanitario nazionale si allarga sempre di più. Sempre più professionisti scelgono di lasciare il settore, e chi resta lo fa spesso per vocazione, non per convenienza. Parallelamente, le strutture che li impiegano affrontano una condizione altrettanto difficile. Le rette riconosciute dal sistema pubblico sono ferme da oltre un decennio, mentre i costi dell’energia, dei farmaci, dei dispositivi medici e del personale sono cresciuti in modo significativo. Senza un adeguamento delle tariffe, sostenere i rinnovi contrattuali diventa quasi impossibile. In Abruzzo un percorso di confronto era già stato avviato, con un tavolo tecnico regionale che aveva coinvolto ASL, associazioni datoriali, sindacati e professionisti. Quel lavoro merita di essere completato. Per questo rivolgo un appello al Presidente Marco Marsilio, all’Assessore alla Sanità Nicoletta Verì e a tutti i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione del territorio, affinché si convochi un Consiglio regionale straordinario dedicato al futuro di questi lavoratori e di queste strutture. Non è una richiesta corporativa. È la difesa di un pezzo di sanità che ogni giorno restituisce dignità e cura a chi è più fragile. Dott. Daniele Leone Infermiere – Coordinatore Infermieristico |
