Giovedì, 2 Luglio 2026 Abruzzo

Massimo Ciarelli, 43 anni, è morto nel tentativo di fuggire all'alt dei Carabinieri

La vittima, nel 2012, uccise Domenico Rigante ultras del Pescara Calcio

 Un uomo,  Massimo Ciarelli,  è morto a causa di un incidente al culmine di un inseguimento. L’episodio è avvenuto  ieri in serata tra Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, e Silvi, in provincia di Teramo. Secondo le prime informazioni, attorno alle 20 uno scooter con a bordo due persone non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri. Vani i pur tempestivo soccorsi.

Da lì sarebbe partito l’inseguimento, andato avanti lungo la strada statale 16. Al confine tra Città Sant’Angelo e Silvi, la moto sarebbe finita fuori strada, sembra dopo un urto con l’auto dei carabinieri. Quarantatré anni, di etnia rom, Ciarelli nel 2012 uccise Domenico Rigante, ultrà del Pescara Calcio.     La sera dell’omicidio Rigante era con il fratello gemello e altri tifosi in un appartamento al piano terra di via Polacchi, nel capoluogo adriatico, quando Ciarelli, in una vera e propria lezione punitiva, arrivò insieme a due suoi cugini.

Con una pistola, Ciarelli colpì sul gluteo Rigante, che poco dopo morì. Inizialmente Ciarelli era stato condannato a 30 anni, poi ridotti a 17 dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d’assise d’appello di Perugia. Lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà e di sera, alle 21, doveva rientrare in carcere. Sull’incidente indaga la procura di Teramo.

Acquisite le immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza della zona che consentirà già dalle prossime ore di dare una direzione precisa agli accertamenti necessari per una ricostruzione della dinamica del drammatico incidente. A cominciaredalla direzione dello scooter negli istanti prima del fatale impatto con la macchina dei carabinieri.