In vista della Conferenza dei Servizi convocata per il prossimo 26 giugno nell’ambito del procedimento di bonifica relativo al sito Ecofox di Punta Penna, Italia Nostra ritiene indispensabile che gli enti competenti si esprimano non soltanto sulle contaminazioni riscontrate all’interno dello stabilimento, ma anche sulle possibili conseguenze ambientali al di fuori del perimetro industriale.
Dalla documentazione tecnica depositata emerge infatti che la migrazione orizzontale della contaminazione attraverso la falda è considerata un percorso attivo e che il deflusso delle acque sotterranee avviene in due direzioni principali: verso il Torrente Lebba e verso il mare Adriatico.
Si tratta di un elemento di estrema rilevanza. Il Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) non tutela infatti solo il suolo del sito, ma anche i corpi idrici recettori: la tutela ambientale non può arrestarsi al confine catastale dello stabilimento.
Per questo motivo Italia Nostra chiede che la Conferenza dei Servizi del 26 giugno chiarisca pubblicamente:
se siano state effettuate indagini sullo stato delle acque del Torrente Lebba e con quali risultati;
se siano previsti monitoraggi specifici del corso d’acqua e dei relativi sedimenti;
se siano state svolte verifiche sulla qualità delle acque marine prospicienti Punta Penna;
se siano previsti controlli sui sedimenti marini e sulle aree di possibile interazione tra falda e mare;
quali ulteriori misure di monitoraggio e di messa in sicurezza si intendano adottare per prevenire la diffusione della contaminazione verso l’esterno del sito.
Riteniamo che tali accertamenti siano tanto più necessari in un’area di straordinario valore ambientale, paesaggistico e naturalistico, caratterizzata dalla presenza del Torrente Lebba, della costa di Punta Penna e di ecosistemi marini che costituiscono un patrimonio collettivo da preservare.
La Conferenza dei Servizi rappresenta il luogo istituzionale deputato a fornire risposte chiare su questi aspetti. Sarebbe incomprensibile e grave se il procedimento si limitasse a valutare la situazione interna allo stabilimento senza affrontare il tema degli effetti potenziali sui corpi idrici recettori verso i quali la stessa documentazione tecnica individua una direzione di deflusso della falda.
Italia Nostra auspica che gli enti coinvolti assumano decisioni improntate al principio di precauzione, disponendo tutte le verifiche necessarie per accertare lo stato del Torrente Lebba, delle acque costiere e dei sedimenti, e garantendo la massima trasparenza nei confronti della cittadinanza.
Seguiremo gli sviluppi con la massima attenzione.
Michele Celenza
Responsabile del settore Ambiente della sezione di
Italia Nostra del Vastese
Davide Aquilano
Presidente della sezione di
Italia Nostra del Vastese