Martedì, 23 Giugno 2026 AbruzzoPatch contraffatte riconducibili a famosi marchiMaxi sequestro tra Marche e Abruzzo, sanzionati 779 acquirentiMaxi operazione tra Marche e Abruzzo della Guardia di finanza che ha portato al sequestro nei confronti di un imprenditore circa 17 mila patch (toppe) contraffatte, riferibili alle più rinomate firme internazionali della moda e due macchinari con le quali venivano prodotte. Grazie al monitoraggio delle principali piattaforme di commercio elettronico, i militari della Compagnia San Benedetto del Tronto sono riusciti a individuare un’impresa individuale che avrebbe commercializzato online sulle note piattaforme Ebay e Vinted circa 17mila patch contraffatte, riconducibili a famosi brand (tra i quali Nike, Armani, Balenciaga, Louis Vuitton, Blauer, Levi’s), da utilizzare su capi di abbigliamento. Il titolare della ditta è stato denunciato per violazione agli articoli 473 contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni) e 474 ter (circostanza aggravante) del codice penale. La perquisizione eseguita nei locali nella disponibilità della ditta individuale ha consentito di individuare e sottoporre a sequestro, tra gli altri, due macchinari particolarmente sofisticati, in grado di realizzare le predette patch in maniera sistematica e veloce, nonché circa 800 patch pronte per essere immesse in commercio. “Ferma restando la presunzione di innocenza sino alla completa definizione dell’iter processuale - evidenzia in una nota la Guardia di finanza di Ascoli Piceno - il procedimento penale, nel primo grado e a seguito di giudizio abbreviato, si è da poco concluso con sentenza di condanna a 8 mesi di reclusione e multa inflitta al titolare dell’impresa individuale”. Gli ulteriori approfondimenti hanno permesso, attraverso l’analisi dei personal computer sequestrati, di individuare 779 persone, sparse su tutto il territorio nazionale, che hanno acquistato nel tempo le predette patch a prezzi irrisori. Gli acquirenti finali sono stati sanzionati amministrativamente, per un importo complessivo pari a circa 470.000 euro, in violazione dell’articolo 1 comma 7 del dl 35/2005, che sanziona l’acquisto, a qualsiasi titolo, “di cose che per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale”. "L’attività eseguita dalle Fiamme Gialle - concludono dal comando provinciale Ascoli Piceno - sul ‘primo anello’ della filiera di contraffazione rientra tra i compiti di polizia economico-finanziaria e testimonia l’impegno costante del Corpo nel contrasto al fenomeno della contraffazione, che non solo costituisce di fatto un ‘moltiplicatore di illegalità’, essendo capace di alimentare potenzialmente molteplici circuiti illeciti, ma anche di danneggiare il tessuto produttivo nazionale a discapito degli imprenditori onesti”.
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