Domenica, 21 Giugno 2026 Vasto

Sull'Eco Resort programmato a Punta Aderci interviene Legambiente

"Un progetto si giudica dai numeri, non dalle parole"

Legambiente prende atto del via libera unanime della giunta comunale di Vasto al piano attuativo per l’Eco Resort di Punta Aderci, proposto dalla società C-Naturae. Il procedimento, sottolinea l’associazione, ha ottenuto tutti i pareri degli enti competenti: Genio civile, Comitato VIA regionale, ARPA e Soprintendenza, che ha già previsto prescrizioni di tutela sugli scavi. La legittimità dell’iter non è in discussione: «Non è nostra intenzione recitare la parte dell’opposizione di principio», spiega Legambiente, che però intende comunque svolgere una funzione di «controllo scientifico», in uno spirito di collaborazione per la tutela del territorio.

Il progetto si presenta con il lessico dell’impatto zero, vale a dire unità amovibili, tende e mobile home, pavimentazioni drenanti, pensiline fotovoltaiche. Ma, avverte Legambiente, gli aggettivi non sono dati: «Ogni promessa, per essere ambientale e non soltanto comunicativa, deve potersi tradurre in un indicatore misurabile». Da qui la richiesta che il passaggio dalla dichiarazione alla verifica quantitativa accompagni l’intervento.

Il primo nodo è la reversibilità. Se le strutture possono essere rimosse, il paesaggio non lo è: «Una costa non è un fondale fermo a cui tornare, ma un sistema in movimento». Per questo Legambiente chiede l’esclusione di basamenti in calcestruzzo e la tutela delle funzioni ecologiche del suolo.

Segue il tema della capacità di carico: 52 alloggi comportano una presenza stabile a ridosso della Riserva di Punta Aderci, uno degli ecosistemi più delicati dell’Adriatico. Attenzione particolare viene richiesta su rumore e inquinamento luminoso, con un piano illuminotecnico misurabile e contenuto.

Terzo punto, il ciclo dell’acqua: piscine, area spa e ristorazione rendono necessario esplicitare fabbisogni idrici, sistemi di recupero e dimensionamento della depurazione dei reflui, «perché la sostenibilità si quantifica».

Quarto, il consumo di suolo. Vasto registra circa il 15% di territorio impermeabilizzato, il doppio della media nazionale. Il parametro indicato da Legambiente non è il semplice “non peggioramento”, ma il saldo ecologico complessivo, cioè la quota di suolo restituita a funzioni naturali.

Infine, l’associazione richiama gli effetti indotti: nuova domanda di mobilità, pressioni su viabilità e parcheggi, possibili richieste infrastrutturali. Il rischio, sottolinea, è che un intervento definito “leggero” diventi il precedente di una progressiva infrastrutturazione dell’area, ai margini della Riserva.

«La sostenibilità di un’opera non si afferma con un prefisso, “eco”, ma si dimostra con un saldo — dichiara Michele Manigrasso, Responsabile del Comitato Tecnico Scientifico di Legambiente Abruzzo APS — Su una costa, che è un sistema in movimento, la distanza tra un manufatto reversibile e un impatto reversibile è la stessa che separa una promessa da una garanzia. Per questo chiediamo che a ogni aggettivo corrisponda un indicatore: non per ostacolare l’investimento, ma per accompagnarne la qualità».

Legambiente annuncia che seguirà l’avvio dei cantieri e il rispetto delle prescrizioni ambientali e archeologiche. «Le nostre competenze tecniche restano a disposizione del Comune e della proponente – conclude Manigrasso – Su un patrimonio comune, vigilare e collaborare sono la stessa cosa».