Venerdì, 12 Giugno 2026 VastoLa Uil Fp Chieti chiama a raccolta i dipendenti comunali e minaccia dure iniziativePer il prossimo 24 giugno preannunciata un'assemblea del personaleMinaccia «dure iniziative vertenziali e di lotta» il Coordinamento territoriale della Uil che ha indetto un’assemblea generale per il prossimo 24 giugno, chiamando a raccolta i dipendenti comunali. È questa la risposta del sindacato alla sospensione della procedura relativa alle progressioni economiche orizzontali (PEO) per l’anno 2025, disposta dal dirigente del Settore I, Vincenzo Toma il 26 maggio 2026. «In quella sede il personale sarà dettagliatamente ragguagliato sugli sviluppi e, insieme, verranno concordate e varate le più dure iniziative vertenziali e di lotta necessarie a sbloccare immediatamente le PEO e a tutelare i diritti salariali dei lavoratori del Comune di Vasto», spiegano Farina e Mobilia, della Uil Fp Chieti, secondo i quali sono a rischio 45 mila euro e i diritti di 65 lavoratori. Nel corso dell’incontro convocato dall’amministrazione comunale di Vasto per discutere della sospensione della procedura relativa alle progressioni economiche orizzontali per l’anno 2025, la UIL Funzione Pubblica ha espresso una fortissima critica, censurando fermamente l’operato dell’ente prima nel metodo e, successivamente, nel merito giuridico della scelta di bloccare la procedura. Sul piano procedurale, la UIL FP ha denunciato come il provvedimento di sospensione sia viziato all’origine. L’amministrazione ha infatti avviato il confronto interloquendo esclusivamente con la RSU ed escludendo le Organizzazioni Sindacali territoriali firmatarie del CCNL, violando il sistema duale previsto dal D.Lgs. 165/2001. Un errore metodologico gravissimo potenzialmente configurabile come condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori. «Ciò che desta profonda perplessità è che un dirigente pubblico abbia attribuito a una diffida stragiudiziale inviata dal legale di un singolo dipendente un’efficacia paralizzante superiore agli atti degli organi di controllo e della stessa delegazione trattante», annotano Farina e Mobilia, «così facendo, si è scelto di delegittimare un percorso negoziale complesso (CCDI) già perfezionato, sottoscritto e asseverato. Anche nel merito tecnico la tesi datoriale è totalmente infondata. La nota dirigenziale confonde due istituti del CCNL Funzioni Locali che operano su piani diversi: il criterio ordinario della permanenza nel differenziale economico (volto a valorizzare l’esperienza professionale complessiva di tutto il personale) e la clausola di salvaguardia (misura eccezionale e aggiuntiva per chi è bloccato da oltre 6 anni). Non esiste alcuna duplicazione o illegittimità: l’accordo decentrato è perfettamente valido». Morale della favola al momento la procedura resta congelata e le responsabilità, secondo il sindacato, sarebbero da attribuire all’arroccamento delle posizioni verticistiche. |
