"L'episodio che ha coinvolto studenti minorenni e un docente del 'Peano Rosa' di Nereto, suscita profondo disagio" e "non è un problema di quell'Istituto e meno che mai di un Comune".
A parlare è, per la Provincia di Teramo, la consigliera delegata alla scuola, Gabriella Recchiuti, in riferimento all'episodio che ha visto un professore finire al pronto soccorso dopo essere stato aggredito in classe da quattro studenti.
"Al di là dell'accertamento di fatti e responsabilità, che spetta alle autorità competenti, occorre interrogarsi sul clima educativo e relazionale che attraversa una parte del mondo giovanile; sul ruolo che possiamo svolgere noi istituzioni, su come possiamo supportare scuola, docenti e studenti per affrontare quello che non pare un fenomeno passeggero. Da genitore mi interrogo su cosa stiamo sbagliando".
"Tutti i dati nazionali, oltre ai fatti di cronaca, segnalano una crescente esposizione degli adolescenti a forme di aggressività, linguaggio violento e comportamenti conflittuali - continua la nota della consigliera provinciale -. Il rapporto 'Dis(armati) di Save the Children' e quello dell'Osservatorio Indifesa disegnano un quadro allarmante: una quota significativa di ragazzi dichiara di utilizzare o subire modalità comunicative aggressive, bullismo e cyberbullismo. Spetta a noi adulti, in famiglia e nella gestione delle istituzioni pubbliche, affrontare con decisione e tanto impegno questa nuova scomoda realtà. Noi stiamo gestendo il progetto 'Ti Ri-Conosco, alle radici della violenza'; i problemi non possono essere affrontati con iniziative episodiche: sostegno ai docenti, coinvolgimento delle famiglie, introduzione di servizi stabili di supporto psicologico nelle scuole, dalle medie alle superiori, devono entrare a pieno diritto nella quotidianità della formazione.
Sarà mia premura incontrare la dirigente scolastica e, se lo vorranno, il Consiglio d'Istituto: per ascoltare e capire come possiamo essere d'aiuto".
Fonte ANSA