Domenica, 31 Maggio 2026 Abruzzo

Cozze, adesso i produttori locali sono in crisi

L’acquacoltura locale soffre a causa della crisi e della concorrenza

La situazione è desolante. Alla crisi economica e alla frenata del settore auto, si aggiunge un flagello che nell’ultimo biennio ha colpito pesantemente il settore ittico e, in modo particolare, quello delle cozze.

Nel 2024 e nel 2025 anomale ondate di calore marino avevano alterato profondamente l’ecosistema marino, mettendo a rischio la sopravvivenza delle specie autoctone. Gli acquacoltori stanno ancora pagando il conto. L’estate 2024 ha distrutto tutto: la mucillagine e il riscaldamento delle acque marine hanno messo in ginocchio i tre impianti di molluschicoltura al largo della costa vastese.
I vivai al largo della costa di Vasto fino al 2023 hanno prodotto circa 25 quintali di cozze l’anno. Nel 2024 è sparito tutto, anche la semina per il 2025. Sono stati persi quasi 10.000 quintali di mitili già adulti, e circa l’80% del novellame . La produzione del 2026 è buona ma si vende poco. E’ auspicabile che la politica dia una mano al settore che rappresenta una eccellenza del Vastese.

A riportare la notizia, ieri, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

L’acquacoltura locale soffre a causa della crisi e della concorrenza. I vivai quest’anno sono pieni e le specialità più prelibate della cucina vastese, le cozze, sono di ottima qualità. Purtroppo, come confermato da Maurizio Di Pietro, titolare di un impianto di miticoltura al largo della costa nonchè presidente dell’organizzazione di produttori (Op) Acquacoltori della Costa dei Trabocchi, una serie di fattori rende ancora molto critica la situazione. A maggior ragione perchè non è mai stato riconosciuto lo stato di calamità per i danni subiti dalla miticolutra lo scorso anno. Nessun ristoro dunque dal ministero . Ora il prodotto locale si vende poco perchè le cozze arrivano dall’estero.